fbpx Dottorati, Milano-Bicocca istituisce la Scuola Unica | Page 13 | Scienza in rete

Dottorati, Milano-Bicocca istituisce la Scuola Unica

Read time: 2 mins

L’Università di Milano-Bicocca ha istituito la Scuola Unica di Dottorato di ricerca. La nuova Scuola riunisce tutti i programmi di dottorato attivi nell’Ateneo. Il progetto di Scuola Unica è stato fortemente sostenuto dal rettore Cristina Messa, che è anche coordinatore della Commissione di studio sul Dottorato, istituita dal Miur lo scorso luglio, e che ha voluto che la Scuola coordinasse tutti i settori disciplinari al fine di integrare al meglio le politiche di reclutamento, gestione e conferimento del titolo in Ateneo dotandosi anche di un progetto culturale integrato sulle differenti discipline.

«Questa iniziativa - ha detto il rettore Cristina Messa – è in linea con lo spirito degli ultimi provvedimenti in materia di dottorati di ricerca e ha lo scopo di rafforzare i nostri corsi di dottorato attraverso una gestione e una progettazione integrate e sviluppando i rapporti con i privati».

Alla presidenza della Scuola è stata nominata la professoressa Franca Morazzoni, ordinario di Chimica Generale e Inorganica nel dipartimento di Scienza dei Materiali.

«Le linee guida operative della nuova Scuola di Dottorato - ha detto Morazzoni - sono lo sviluppo di competenze scientifiche di eccellenza, la collaborazione con realtà  aziendali, la promozione di collaborazioni internazionali su temi di elevato impatto sociale e l'aumento della attrattività dei corsi di dottorato per laureati stranieri».

Per l’anno accademico 2013/2014 sono stati attivati 19 corsi di dottorato, che spaziano dal Business Administration Management alla Medicina Traslazionale e Molecolare, alle Neuroscienze, alla Sociologia Applicata e Metodologia della Ricerca Sociale.

Ufficio Stampa Milano-Bicocca

Autori: 
Sezioni: 
Università e Ricerca

prossimo articolo

Imperialismo digitale: la tecnologia si intreccia alla guerra

Una immensa e minacciosa nave spaziale ipertecnologica da guerra

L'ultimo saggio di Dario Guarascio, docente di Economia politica alla Sapienza, legge la digitalizzazione come forma storica del capitalismo contemporaneo, segnata dall’intreccio tra Big Tech, Stato e competizione geopolitica. L’ascesa delle piattaforme e il ruolo strategico di dati e IA danno vita a un nuovo complesso militare-digitale che ridefinisce insieme economia e guerra. Nel confronto tra Stati Uniti e Cina emergono due varianti di imperialismo digitale, mentre l’Europa appare marginale. Una sintesi efficace del nesso tra capitalismo digitale e disordine globale. Crediti immagine: JuliusH su Pixabay

Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine globale.