fbpx Due complici per la morte improvvisa | Page 19 | Scienza in rete

Due complici per la morte improvvisa

Read time: 1 min

Ad armare la mano del gene responsabile di circa la metà dei casi clinici di sindrome del QT lungo, chiamato KCNQ1, è un altro gene, in sigla KCNQ1. La diversa penetranza del primo dipende infatti, almeno in parte, dalla presenza di varianti comuni dell'altro, che nelle persone normali inducono solo un lieve e ininfluente allungamento dell'intervallo QT all'elettrocardiogramma, ma che insieme ai difetti del primo fanno raddoppiare il rischio di sincope e morte improvvisa. L'effetto letale dell'associazione è stato individuato, con il sostegno di Telethon, dai ricercatori guidati da Peter Schwartz, dell'Università di Pavia, in collaborazione con un gruppo internazionale, in una popolazione preziosa per i genetisti: 500 sudafricani discendenti da un unico progenitore olandese, giunto a Cape Town nel 1690. In questa famiglia ben 205 persone presentano una mutazione a carico del gene KCNQ1, identica a quella del loro antenato. Eppure, a parità di difetto genetico, il 20-30 per cento non ha aritmie. A scatenarle sarebbe la presenza di varianti patologiche nel gene modificatore.

Circulation pubblicato online il 12 ottobre 2009 doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.109.879643

 

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.