fbpx A colloquio con Rob Hopkins | Scienza in rete

A colloquio con Rob Hopkins

Read time: 2 mins

Giovedì 13 marzo Rob Hopkins sarà ospite di Fondazione Cariplo per una lecture sulla resilienza, partendo dall'esperienza inglese delle Città di transizione, movimento che persegue un modello sostenibile non dipendente dal petrolio.

Rob Hopkins è tra i fondatori del movimento Transition Town e del Network che supporta le comunità in un percorso per aumentare la propria resilienza attraverso un ampio range di azioni proposte dai cittadini. È autore di pubblicazioni e libri quali The Transition Handbook, The Transition Companion e The Power of Just Doing Stuff: How Local Action Can Change the World. Hopkins sostiene fortemente l’importanza delle economie locali ed è fautore di un “ottimismo impegnato” in risposta alle attuali sfide globali.
Le sue idee gli sono valse un Ph.D all’Università di Plymouth e un Honorary Doctorate presso l’Università del West of England. Il quotidiano inglese “The Indipendent” ha inserito Hopkins nella classifica delle 100 personalità inglesi che si sono distinte per meriti ambientalisti.
Hopkins è stato inoltre nominato Ashoka Fellow nel 2008. Scrive di transizione e altre sfide nel suo blog

COMUNITA’ RESILIENTI

Lecture di Rob Hopkins

Giovedì 13 Marzo ore 15.30 - Centro Congressi Fondazione Cariplo - Via Romagnosi, 8 – Milano

PROGRAMMA

15.00           Registrazione

15.30           Introduzione di Pier Mario Vello – Segretario Generale Fondazione Cariplo

15.40           Lecture di Rob Hopkins

16.40           Domande e dibattito

17.30           Chiusura dei lavori

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a questo LINK

Autori: 
Sezioni: 
Incontri

prossimo articolo

L’incredibile e triste storia dei nuovi studi sul vaccino contro l’epatite B

fiala di vaccino con siringa

Con il pretesto della Gold Standard Science, il Dipartimento per la Salute diretto da Robert Kennedy intende finanziare con 1,6 milioni di dollari uno studio in Guinea Bissau sulla vaccinazione alla nascita contro il virus dell’epatite B. Procedura in uso negli Stati Uniti dal 1991. L’intento non è quello di aumentare la copertura vaccinale nel Paese africano, ma mettere a confronto un vaccino già noto con l’assenza di vaccino. Con sommo sprezzo dell’etica della ricerca

Partiamo da qui per raccontare una storia lunga, che ancora non si è conclusa.
È il 1991, la commissione per i vaccini dei Centers for Diseases Control (ACIP, Immunization Practices Advisory Committee) consiglia per la popolazione degli Stati Uniti la prima dose di vaccino per il virus dell'epatite B (HBV) alla nascita (che vuol dire entro 24 ore dalla nascita). Le successive due dosi dopo uno e sei mesi.