Arriva dalla Spagna una
nuova ricerca che potrebbe aiutare a comprendere meglio il processo
irreversibile alla base della perdita della capacità di rigenerazione delle
cellule staminali del muscolo.
La nostra macchina cellulare è programmata per riparare i danni causati da
infortuni o dagli agenti patogeni. La rigenerazione del muscolo scheletrico
dipende da una popolazione di cellule staminali (cellule satelliti) che si
trova in uno stato “quiescente” ma che può essere attivata da un danno o da
fenomeni di stress per formare nuove cellule muscolari. Tuttavia, con
l'avanzare dell'età il corpo perde questa capacità rigenerativa. Negli ultimi
anni numerosi studi hanno evidenziato che la riduzione della capacità
rigenerativa del muscolo associata con l’invecchiamento è dovuta non alle
cellule staminali del muscolo ma all’ambiente cellulare che le circonda.
Secondo questi studi infatti, trapiantando cellule staminali da un topo adulto a
uno più giovane, queste cellule si riattivano.
Ma l’équipe di ricercatori, guidata da Pura
Muñoz-Cánoves della Pompeu Fabra University di Barcellona, con una ricerca
pubblicata sulla rivista Nature aggiunge
elementi nuovi alla comprensione di questo processo. Muñoz-Cánoves utilizzando
topi di età compresa tra i 20-32 mesi (70-80 anni nell’uomo) ha scoperto che
alla base dello stato di “quiescenza” delle cellule satellite c’è il gene p16INK4a. Normalmente questo gene è inibito e le cellule
satelliti sono in grado di rispondere agli stimoli provocati da un danno. Quando
però c’è un accumulo di danni al DNA cellulare causati dalla senescenza, p16INK4a
si attiva e innesca una cascata di segnali molecolari che portano le cellule
satelliti a uno stato di “coma”, quindi non in grado di poter rigenerare il
muscolo. Utilizzando metodiche di RNA
interference, gli scienziati hanno disattivato il gene p16INK4a in cellule
satelliti di topi anziani e il loro potenziale di rigenerazione si è
parzialmente ripristinato. Secondo i ricercatori spagnoli la stessa regolazione
avviene nelle cellule staminali del muscolo dell’uomo. Ulteriori studi sul
funzionamento del gene potrebbero aprire nuove strade per lo studio e la cura
dei processi di invecchiamento.
Trovato il gene alla base della degenerazione muscolare
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A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.
A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.