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Enrico Saggese si dimette dall'Asi

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Il presidente dell'Asi Enrico Saggese ha rimesso a disposizione del ministro dell'Istruzione Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza il proprio mandato al vertice dell'Agenzia Spaziale Italiana.
Lo annuncia una nota dell’Asi: “L’ingegnere Enrico Saggese, nel rispetto delle indagini in corso, ribadendo la sua totale estraneità ai fatti contestatigli, nell’interesse dell’autorevolezza internazionale dell’Agenzia Spaziale Italiana, acquisita specialmente nell’ultimo quinquennio, e al fine di meglio difendere la propria integrità, onorabilità e prestigio, maturati in più di quaranta anni di attività nel settore spaziale, ha inviato al Ministro Vigilante una lettera di messa a disposizione il proprio mandato di Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, con effetto immediato”. Questa decisione arriva dopo le perquisizioni effettuate, nei giorni scorsi, negli uffici dell'Agenzia Spaziale Italiana e in società fornitrici a Roma ed in varie città italiane.
Saggese, insieme ad altre sei persone, è indagato per le ipotesi di reato di corruzione e concussione in merito a presunte irregolarità di rapporti contrattuali che legano l’Asi e alcune società.
Al centro dell'indagine condotta dal pm Paolo Ielo e Mario Palazzi ci sono i contratti chiusi con alcune società: la Sistina Travel, che organizza viaggi all'estero per i dipendenti Asi, il Centro italiano di ricerche aerospaziali con sede a Capua, la Get-It e la Eurofiere, in provincia di Torino e poi la Art Work e la Space Engineering di Roma.

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Sezioni: 
Agenzia Spaziale Italiana

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine una vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

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