Il presidente dell'Asi Enrico Saggese ha rimesso a disposizione del ministro dell'Istruzione Università e Ricerca Maria
Chiara Carrozza il proprio mandato al vertice dell'Agenzia Spaziale Italiana.
Lo annuncia una nota dell’Asi: “L’ingegnere Enrico Saggese,
nel rispetto delle indagini in corso, ribadendo la sua totale estraneità ai
fatti contestatigli, nell’interesse dell’autorevolezza internazionale
dell’Agenzia Spaziale Italiana, acquisita specialmente nell’ultimo quinquennio,
e al fine di meglio difendere la propria integrità, onorabilità e prestigio,
maturati in più di quaranta anni di attività nel settore spaziale, ha inviato
al Ministro Vigilante una lettera di messa a disposizione il proprio mandato di
Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, con effetto immediato”. Questa
decisione arriva dopo le perquisizioni effettuate, nei giorni scorsi, negli uffici dell'Agenzia
Spaziale Italiana e in società fornitrici a Roma ed in varie città italiane.
Saggese,
insieme ad altre sei persone, è indagato per le ipotesi di reato di corruzione
e concussione in merito a presunte irregolarità di rapporti contrattuali che
legano l’Asi e alcune società.
Al centro dell'indagine condotta dal pm Paolo Ielo e Mario Palazzi ci sono i contratti chiusi con alcune società: la
Sistina Travel, che organizza viaggi all'estero per i dipendenti Asi, il
Centro italiano di ricerche aerospaziali con sede a Capua, la Get-It e
la Eurofiere, in provincia di Torino e poi la Art Work e la Space
Engineering di Roma.
Enrico Saggese si dimette dall'Asi
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Occhio alla salute: perché votare No al referendum sulla giustizia

Presentato come un voto tecnico sulla separazione delle carriere dei magistrati, il referendum sulla riforma della giustizia investe in realtà nodi centrali dello Stato di diritto. In gioco non c’è solo l’assetto dell’ordinamento giudiziario, ma l’effettiva autonomia e indipendenza della magistratura, con ricadute concrete sulla tutela di diritti fondamentali, come la salute.
Il referendum sulla proposta di riforma della Costituzione chiamato semplicisticamente “sulla separazione delle carriere” coinvolge in realtà una materia giudiziaria complessa, con una rilevante implicazione per la salute dei cittadini. La salute è un diritto sancito dall'articolo 32 della Costituzione, che viene specificato da un sistema di leggi e regolamenti la cui tutela è garantita dalla giustizia, concretizzata nelle azioni della magistratura. Quest'ultima «costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere» (art.104 della Costituzione).