fbpx Perché il "sexual mind control" è raro in natura? | Page 7 | Scienza in rete

Perché il "sexual mind control" è raro in natura?

Read time: 2 mins

I parassiti non solo provocano infezioni sgradevoli , ma come gli illusionisti possono entrare nella mente dei loro ospiti. L’esempio classico è quello del Cordyceps unilateralis, un fungo che infetta alcune specie di formiche. Quando il fungo è pronto per la sporazione entra nel cervello della formica e la costringe ad arrampicarsi verso l’alto. Arrivata abbastanza in alto su un albero la formica infilza la propria mandibola su un ramo e rimane fissata lì. Nel frattempo il fungo cresce all’interno del suo corpo fino a che non esce fuori e poi esplode per disperdere nel vento le spore. Strategie ingegnose,  la logica porterebbe a pensare che i parassiti sessualmente trasmissibili adottino tecniche per aumentare il rapporti sessuali nei loro ospiti. Ma in natura ci sono pochissimi esempi, ora uno studio pubblicato sul Journal of Theoretical Biology cerca di spiegare il perché.

Gli autori di questo studio sono Ludek Berec dell'Accademia delle Scienze Ceca e il matematico Daniel Maxin dell’University of Indiana, che hanno messo a punto dei modelli matematici. Hanno creato due ceppi di un ipotetica specie parassita: un "antenato", che non stimola i suoi ospiti ha ad avere un numero maggiore di rapporti sessuali e un “mutante” che invece opera in quella direzione. Poi hanno introdotto i due ceppi in un ospite. Ogni volta che il ceppo mutante si  estingueva veniva sostituito con un mutante che stimolava di più la vita sessuale dell’ospite. Nella gran parte delle simulazioni, i mutanti non si sono evoluti verso un controllo maggiore della sessualità dell’ospite anzi perdevano la loro influenza.
I ricercatori hanno ipotizzato che questa tattica non funziona perché costa troppa energia per il parassita e provoca troppi danni all’ospite. L’ospite si potrebbe concentrare solo sul sesso perdendo troppo tempo a scapito della ricerca di cibo e acqua. Un parassita, invece, nel tentativo di alterare il desiderio sessuale del suo ospite, potrebbe spendere molta energia per il pompaggio di potenti ormoni.
“I risultati aiuteranno gli epidemiologi a comprendere meglio come le malattie sessualmente trasmissibili si diffondono”, ha spiegato il biologo evoluzionista Patrick Abate dell’University of Nashville.

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.