A partire
dal marzo 1958 la stazione di Mauna Loa nelle Hawai misura le concentrazioni di CO2 e O2 atmosferico.
I programmi Scripps CO2 e O2, oggi, monitorano 13 siti, dal Polo Sud in Alaska e i dati prodotti sono di fondamentale importanza per capire come sta cambiando l’atmosfera del nostro
pianeta. Ora però queste ricerche sono a rischio a causa di tagli da parte di
alcune agenzie federali statunitensi. Le misure O2 effettuate in questi anni
hanno mostrano che l'offerta di ossigeno nel mondo sta lentamente diminuendo, e
che l’aumento di CO2 è causato dalla combustione dei combustibili fossili, ma
compensato da serbatoi naturali di CO2 nel terreno e negli oceani.
A dare
notizia della possibile chiusura è lo stesso direttore del programma Ralph
Keeling, che in una lettera ribadisce la necessità di continuare questi studi:
”non possiamo permetterci di perdere i nostri occhi sul pianeta”.
Ralph Keeling
è a capo dello Scripps Program dal 2005, quando ha preso il posto del padre
Charles.
E’ stato Charles Keeling, alla fine degli anni ’50, ha mostrare la
prima prova significativa di rapido aumento dei livelli di anidride carbonica
nell'atmosfera. La famosa Keeling Curve ha dato agli scienziati la possibilità
di studiare i possibili impatti
di questi cambiamenti sulla nostra società.
Ma perché il Scripps
Programme potrebbe chiudere? Oltre ai tagli ai finanziamenti, Ralph Keeling
spiega che ci sono altri fattori. “Le nostre misurazioni forniscono
informazioni sui processi terrestri e oceanici, e in cambiamenti nell'Artico,
Antartide, tropici, e latitudini temperate. Ironia della sorte, è meno
difficile al momento sostenere osservazioni su scala ridotta, come ad esempio
di una foresta che osservazioni su base planetaria. In realtà, naturalmente,
abbiamo bisogno di entrambi i tipi di misure".
Un'altra
ragione sta nel fatto che queste ricerche a lungo termine dell'ambiente
continuano ad essere viste come al di fuori dell'ambito della normale ricerca
scientifica. Dopo 20 o 30 anni di supporto, le agenzie scientifiche americane
ritengono che il costante sostegno dovrebbe arrivare da qualcun altro.
Keeling ha deciso quindi di chiedere aiuto a nuovi investitori per portare avanti il suo programma di ricerca.
Il programma Scripps è a rischio chiusura
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Le matrici del potere: dati sui minerali per la transizione

L’età delle matrici di Gianluca Schinaia racconta come la transizione ecologica e digitale dipenda da terre rare e materie prime strategiche, oggi al centro di tensioni geopolitiche globali. Il libro fa riflettere sul fatto che ogni tecnologia energetica ha un impatto ambientale, anche se questo varia molto tra fossili e rinnovabili, soprattutto se la transizione viene governata al meglio sottraendola al monopolio del modello economico neoliberista.
Foto di Paul-Alain Hunt su Unsplash
Serve fare due considerazioni per leggere il libro appena uscito di Gianluca Schinaia L’età delle matrici edito da Codice (384 pagine, 24 euro). La prima è che conoscere gli impatti dell’attività estrattiva non serve per delegittimare la transizione ecologica, anche se questa è una scusa spesso usata dai detrattori (ma poi detrattori di cosa?). Tra l’altro l’attività estrattiva è anche quella che si fa per risucchiare da sottoterra i combustibili fossili.