fbpx Voci della scienza | Scienza in rete

Voci della scienza

Read time: 3 mins

La vita è scandita dai documenti e gli archivi ne custodiscono la memoria. Attraverso i documenti è possibile ricostruire le vicende personali e professionali di un singolo, ma anche l’attività e la storia di un’istituzione o di un’impresa.
Anche la scienza e la tecnologia hanno una storia e gli archivi ci aiutano a svelarne la complessità del suo evolversi.
Il progetto Le Voci della Scienza, finanziato dalla Fondazione Cariplo, nasce dalla volontà di avvicinare il pubblico non specialistico al mondo degli archivi tecnico-scientifici, attraverso strumenti in grado di coniugare il rigore scientifico ad una comunicazione coinvolgente.
Il sito web dedicato consente di scegliere percorsi differenti:

Le Storie 
storie inedite ricostruite a partire dal patrimonio documentale del Museo, dedicate a vicende e figure appartenenti alla storia della scienza, della tecnica e dell’industria italiane. All’interno del testo è possibile individuare i riferimenti ai singoli documenti e accedervi in ogni momento per esplorare il contenuto.
I Documenti

in cui è possibile consultare direttamente, per parole chiave o in ricerca libera, le carte utilizzate nelle storie, attraverso la loro visualizzazione digitale. Ogni documento è introdotto da una scheda storico-critica che ne riassume i contenuti e ne fornisce gli estremi temporali e culturali.
Gli Archivi

per i professionisti, è per la prima volta on-line il catalogo completo dei documenti dell’archivio storico del Museo, con la possibilità di consultare i diversi fondi, schede dedicate ai soggetti produttori e conservatori, alle informazioni archivistiche, all’albero e alle singole unità. Tutti i contenuti vengono posti in relazione con le altre risorse disponibili al Museo, quali testi presenti in biblioteca, oggetti delle collezioni, filmati e testimonianze orali, restituendo così il senso dell’archivio come parte di un insieme organico del patrimonio storico del Museo.Il lavoro di studio e di ricerca, realizzato dal Museo in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), attraverso l’Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico, si è concentrato su uno dei nuclei più interessanti dell’archivio del Museo: la Raccolta documentaria dei primati scientifici italiani (1933 – 1938).

Promossa dal CNR e curata dal chimico italiano Giulio Provenzal raccoglie le testimonianze delle eccellenze italiane nelle diverse discipline del sapere tecnico-scientifico ed è la base di una serie di esposizioni volte a rivendicare, nel corso del Ventennio, la superiorità scientifica e culturale italiana attraverso documenti, modelli e oggetti al vero. Nel secondo dopoguerra, la Raccolta viene integrata nel patrimonio documentale del Museo: è in questa sede che vengono inseriti i documenti che risalgono al periodo tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta del Novecento.
Attraverso il progetto Le voci della scienza il Museo promuove la conservazione e la valorizzazione degli archivi della ricerca scientifica e tecnologica prodotta da soggetti pubblici o privati, singoli ricercatori, istituzioni o imprese. Intende inoltre porre in relazione questo patrimonio documentale con le collezioni ed il corpus bibliografico conservati al Museo, per far emergere l’unitarietà delle fonti storiche e l’importanza della loro integrazione. Questo anche per una più efficace trasmissione alle nuove generazioni delle origini della società di oggi, così permeata da scienza e tecnologia. Un obiettivo tanto più necessario quanto più si frammentano gli strumenti e le modalità di trasmissione della memoria e delle informazioni.

Il progetto Le Voci della Scienza si configura come un progetto aperto, in divenire, in cui possono trovare spazio altri archivi tecnico-scientifici, per dare voce ad un patrimonio fino ad oggi quasi totalmente sconosciuto, ma capace di suscitare curiosità, desiderio e interesse per la cultura anche ai non addetti ai lavori.

 

Voci Della Scienza - Programma

Autori: 
Museo Leonardo Da Vinci

prossimo articolo

Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.