fbpx L'ok dell'EMEA a due vaccini | Page 23 | Scienza in rete

L'ok dell'EMEA a due vaccini

Read time: 1 min

L'Agenzia europea del farmaco, l'EMEA, ha espresso il suo parere favorevole, raccomandando alla Commissione Europea di autorizzare l'immissione sul mercato di due vaccini adiuvati contro la pandemia in corso: Focetria di Novartis e Pandemrix di GlaxoSmithKline.

Si tratta di due prodotti contenenti due diversi adiuvanti, utilizzati per rendere più vivace la risposta immunitaria con una dose ridotta di vaccino: mentre il primo, in sigla MF59, è utilizzato nei vaccini stagionali dal 1997, il secondo, chiamato AS03, di più recente acquisizione, è stato comunque sperimentato in trial clinici su migliaia di soggetti. Sebbene l'esperienza sul campo con i vaccini adiuvati riguardi prevalentemente soggetti anziani e defedati, il Comitato per l'uso dei prodotti medicinali nell'uomo dell'Agenzia europea ha ritenuto soddisfacente il profilo di sicurezza di queste sostanze anche per le donne in gravidanza e i bambini sopra i sei mesi di età. Inoltre, nonostante i primi studi indichino che una sola dose potrebbe essere sufficiente, il suo parere è di effettuare due vaccinazioni a distanza di tre settimane.

EMEA press release, 25 settembre 2009

Autori: 
Sezioni: 
Influenza

prossimo articolo

Niente panico! Siamo a scuola

megafono su sfondo scuro con la scritta do not panic

Il tema della salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico, ma insieme all’attenzione cresce anche il timore di approcci inutilmente medicalizzanti. La promozione della salute, volta piuttosto a rafforzare le risorse individuali e intervenire anche sui contesti che creano disagio, potrebbe essere di maggiore aiuto. L’esperienza di Panikit, un kit di pacificazione con gli attacchi di panico appare un modello promettente.
 

Negli ultimi anni, la salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico e oggetto di numerose iniziative. Tuttavia, nonostante gli sforzi e le buone intenzioni, i risultati non sempre appaiono incoraggianti: molti studenti vivono a scuola condizioni di ansia e attacchi di panico, talvolta inabilitanti. Quando il confine tra ciò che consideriamo sofferenza, disturbo, malattia si allarga, può crescere la tendenza a medicalizzare problemi che hanno anche radici sociali, relazionali e contestuali.