fbpx Due vaccini approvati dall'EMEA | Page 6 | Scienza in rete

Due vaccini approvati dall'EMEA

Read time: 1 min

L'Agenzia europea del farmaco, l'EMEA, ha espresso il suo parere favorevole, raccomandando alla Commissione Europea di autorizzare l'immissione sul mercato di due vaccini adiuvati contro la pandemia in corso: Focetria di Novartis e Pandemrix di GlaxoSmithKline.

Si tratta di due prodotti contenenti due diversi adiuvanti, utilizzati per rendere più vivace la risposta immunitaria con una dose ridotta di vaccino: mentre il primo, in sigla MF59, è utilizzato nei vaccini stagionali dal 1997, il secondo, chiamato AS03, di più recente acquisizione, è stato comunque sperimentato in trial clinici su migliaia di soggetti. Sebbene l'esperienza sul campo con i vaccini adiuvati riguardi prevalentemente soggetti anziani e defedati, il Comitato per l'uso dei prodotti medicinali nell'uomo dell'Agenzia europea ha ritenuto soddisfacente il profilo di sicurezza di queste sostanze anche per le donne in gravidanza e i bambini sopra i sei mesi di età. Inoltre, nonostante i primi studi indichino che una sola dose potrebbe essere sufficiente, il suo parere è di effettuare due vaccinazioni a distanza di tre settimane.

EMEA press release, 25 settembre 2009

 

Autori: 
Sezioni: 
influenza

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?