E' stata segnalata per la prima volta in Europa, e in particolare nell'Irlanda del nord, la presenza del nuovo virus H1N1 nei maiali. L'Agri-Food & Biosciences Institute, che aveva ricevuto i campioni l'11 settembre da un veterinario privato, ha confermato che cinque maiali, appartenenti a un unico allevamento, hanno contratto la nuova influenza. Il Department of Agriculture and Rural Development ha invitato gli allevatori ad attenersi con rigore alle indicazioni del Codice di comportamento già concordato in precedenza per sventare l'eventualità, peraltro attesa, che il virus si potesse trasmettere agli animali. In questo momento, in cui il virus H1N1 sta circolando in maniera tanto estesa nella popolazione, l'ipotesi più probabile è infatti che a contagiare gli animali sia stato personale della fattoria infetto. La Food Standards Agency, però, in linea con il parere dell'Organizzazione mondiale della sanità, ha ribadito ancora una volta che questo riscontro non implica alcun rischio per i consumatori di carne suina e dei suoi derivati.
Primi casi europei tra i maiali
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Dagli oranghi che si spalmano impacchi vegetali contro l’infiammazione, fino alle api che difendono l’alveare con sostanze antimicrobiche: la medicina che conosciamo ha radici molto profonde, antiche e condivise. Alice Mosconi ci porta in un viaggio nella zoofarmacognosia, nel quale sfuma il confine tra istinto, apprendimento e cultura, nel quale si incontrano specie lontane e vicine, dagli oranghi di Borneo ai nostri antenati tra i ghiacci delle Alpi. In una storia naturale della cura prima dei camici bianchi.
Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0
Quando pensiamo alla medicina, la immaginiamo come una pratica relativamente recente (almeno quella che funziona) e appannaggio solo della nostra specie. Ma la ricerca del benessere, o, per lo meno, il tentativo di alleviare il dolore o combattere una malattia è qualcosa di molto più antico e molto più diffuso anche negli animali non umani di quanto siamo disposti ad ammettere.