Nutrirsi di insetti conviene, ma il vantaggio si vede solo col tempo. Jim Karagatzides e Aaron Ellison, dell'Università di Harvard, hanno mescolato economia e botanica per capire come mai alcune piante si sono selezionate a diventare carnivore. Per far questo hanno calcolato in 15 diverse specie cresciute in serra i "costi" di produzione di ogni grammo di tessuto in termini di carbonio utilizzato e i tempi necessari per recuperare il carbonio stesso attraverso la fotosintesi. Hanno così potuto dimostrare che il sistema adottato dalle piante carnivore, giustificato in aree povere di nutrienti, è vantaggioso dal punto di vista della costruzione delle strutture - la formazione delle trappole che catturano gli insetti impiega meno carbonio rispetto a quello richiesto dalle foglie -, ma l'investimento è ripagato solo a lunga scadenza, considerata la lentezza della fotosintesi in queste specie.
Carnivore? Alla lunga conviene
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Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.
Immagine di copertina creata con ChatGPT
Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.