A seguito della pubblicazione del primo volume del V Rapporto IPCC intitolato "Le basi scientifiche dei cambiamenti climatici", Italian Climate Network, in collaborazione con il CMCC, organizza la conferenza “Le novità della Scienza del Clima”: un incontro pubblico rivolto a giornalisti, decisori politici, associazioni e cittadini per comprendere meglio cosa succederà al clima in Italia, con gli autori italiani che hanno attivamente partecipato alla redazione del Rapporto. L’incontro si terrà a Milano giovedì 10 ottobre a partire dalle ore 10:30 presso il Palazzo Pirelli (Sala Pirelli) in via Fabio Filzi 22, con la partecipazione del dott. Sergio Castellari, Focal Point italiano dell’IPCC, Sandro Fuzzi, review editor del capitolo relativo a nuvole e aerosol, Paolo Ruti, contributing author del capitolo sui fenomeni climatici e le proiezioni climatiche e Alessio Bellucci, uno dei responsabili delle simulazioni modellistiche su cui sono stati costruiti gli scenari. In particolare saranno presentate le evidenze climatiche relative all’Europa e al Mediterraneo, i modelli e la ricerca scientifica italiana utilizzata nelle nuove simulazioni globali e i risultati relativi all’area Mediterranea dei nuovi scenari di previsione, con ampio spazio per le domande. Il Rapporto IPCC è infatti il più vasto e aggiornato studio sulle basi della scienza e della fisica relative ai cambiamenti climatici e mette in evidenza i risultati delle nuove simulazioni climatiche, le quali mostrano che entro la fine di questo secolo l’incremento della temperatura media globale potrebbe addirittura superare i 5°C. L’IPCC ha dimostrato come un’azione politica globale per il clima sia ancora possibile, per limitare l’aumento medio di temperatura a 1,5°-2°C.
V rapporto IPCC: incontro con gli autori italiani
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Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive
Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.