fbpx V rapporto IPCC: incontro con gli autori italiani | Scienza in rete

V rapporto IPCC: incontro con gli autori italiani

Primary tabs

Read time: 2 mins

A seguito della pubblicazione del primo volume del V Rapporto IPCC intitolato "Le basi scientifiche dei cambiamenti climatici", Italian Climate Network, in collaborazione con il CMCC, organizza la conferenza “Le novità della Scienza del Clima”: un incontro pubblico rivolto a giornalisti, decisori politici, associazioni e cittadini per comprendere meglio cosa succederà al clima in Italia, con gli autori italiani che hanno attivamente partecipato alla redazione del Rapporto.

L’incontro si terrà a Milano giovedì 10 ottobre a partire dalle ore 10:30 presso il Palazzo Pirelli (Sala Pirelli) in via Fabio Filzi 22, con la partecipazione del dott. Sergio Castellari, Focal Point italiano dell’IPCC, Sandro Fuzzi, review editor del capitolo relativo a nuvole e aerosol, Paolo Ruti, contributing author del capitolo sui fenomeni climatici e le proiezioni climatiche e Alessio Bellucci, uno dei responsabili delle simulazioni modellistiche su cui sono stati costruiti gli scenari.

In particolare saranno presentate le evidenze climatiche relative all’Europa e al Mediterraneo, i modelli e la ricerca scientifica italiana utilizzata nelle nuove simulazioni globali e i risultati relativi all’area Mediterranea dei nuovi scenari di previsione, con ampio spazio per le domande. Il Rapporto IPCC è infatti il più vasto e aggiornato studio sulle basi della scienza e della fisica relative ai cambiamenti climatici e mette in evidenza i risultati delle nuove simulazioni climatiche, le quali mostrano che entro la fine di questo secolo l’incremento della temperatura media globale potrebbe addirittura superare i 5°C. L’IPCC ha dimostrato come un’azione politica globale per il clima sia ancora possibile, per limitare l’aumento medio di temperatura a 1,5°-2°C.

Autori: 
Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.