fbpx Il Gruppo2003 su "Fermiamo la vivisezione in Italia" | Page 13 | Scienza in rete

Il Gruppo2003 su "Fermiamo la vivisezione in Italia"

Read time: 1 min

"Il Gruppo 2003, di fronte al moltiplicarsi di iniziative come quella di domani 25 settembre a Roma "Fermiamo la vivisezione in Itala, in Europa" ritiene proprio dovere ribadire che la sperimentazione animale NON puo' essere sostituita in TUTTI i casi dai metodi alternativi, per quanto buoni essi siano, se non si vuole rinunciare a importanti progressi e alla sicurezza per l'uomo. Negare questa semplice verità' equivale a strumentalizzare la pubblica opinione, facendo leva sull'affetto per gli animali, peggiorare la gia' scarsa comprensione del valore del metodo sperimentale (coi suoi pregi e i suoi limiti) e impedire ai ricercatori di fare il mestiere per cui sono utili alla societa'.

Maria Grazia Roncarolo

Presidente del Gruppo 2003

Autori: 
Sezioni: 
Sperimentazione animale

prossimo articolo

I ricercatori e tecnologi INAF precari richiedono un intervento urgente alla Presidenza del Consiglio

In un prato, di notte, un telescopio che emette luce punta verso il cielo stellato

Pubblichiamo la lettera aperta con cui la Rete degli stabilizzandi INAF si rivolge alla Presidente del Consiglio per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta di stabilizzare, come era stato in precedenza concordato, i molti ricercatori con contratti a termine in essere da molti anni. Oggi in INAF si contano 660 figure precarie su circa 1.920 addetti complessivi; oltre il 40% del personale di ricerca e tecnologia è in condizione di precarietà, e circa 300 persone avrebbero già i requisiti per una stabilizzazione immediata secondo la normativa vigente. Senza un nuovo intervento straordinario molte professionalità altamente qualificate rischiano di lasciare l’Ente o addirittura il Paese. Crediti immagine: Simone Delalande su Unsplash

Onorevole Presidente del Consiglio,

siamo ricercatori e tecnologi precari dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Possediamo il Dottorato di Ricerca e una media di 8 anni di esperienza lavorativa e di 40 anni di età. Siamo pertanto professionisti qualificati, che da tempo guidano e garantiscono continuità a progetti di ricerca strategici nazionali e internazionali del nostro Ente: ormai non siamo più giovani in formazione.

Con questa lettera aperta chiediamo il Suo intervento circa la drammatica situazione di precariato che si è venuta a creare.