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"ScienceApp - L'app per imparare la scienza giocando"

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A partire dal 16 settembre è possibile iscriversi e partecipare al concorso Science App, promosso da Sardegna Ricerche e organizzato con SISSA Medialab. col contributo dell’Assessorato regionale alla Programmazione.
Il concorso, che rientra all’interno di un vasto programma di divulgazione scientifica che Sardegna Ricerche ha avviato nel 2013, intende promuovere l’ideazione di applicazioni per smartphone o tablet che raccontino la scienza e la ricerca rivolgendosi a un pubblico di ragazzi in età scolare.

Il concorso è aperto alle persone nate o residenti in Sardegna (singole o in gruppo) e alle aziende operative in Sardegna. Per partecipare è necessario presentare un progetto dettagliato di un’app che avvicini i ragazzi alla scienza in modo semplice e divertente. Le app potranno essere incentrate su diversi settori scientifici: dalla biotecnologia all'alimentazione, dall'astrofisica alla genetica. I partecipanti dovranno presentare la descrizione dettagliata e il mockup dell'applicazione.

I progetti saranno valutati da una commissione formata da esperti in comunicazione della scienza e in tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni. Il premio consiste in una somma in denaro di 4000 euro e in aggiunta, una vasta promozione a livello regionale e nazionale sui social network e attraverso i mass media. 

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Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.