fbpx Un approccio personalizzato per imparare più matematica | Page 2 | Scienza in rete

Un approccio personalizzato per imparare più matematica

Read time: 3 mins

Grandi difficoltà in matemantica per gli studenti che nei giorni scorsi hanno affrontato i test di ammissione alle facoltà a numero chiuso. Le ragioni del difficile rapporto degli studenti con questa materia vanno forse ricercate nelle modalità con le quali viene insegnata nelle nostre scuole. Secondo uno studio realizzato da ricercatori della Florida State University, insegnando la matematica con un metodo chiamato Formative Assessment System (MFAS), gli studenti imparano molto di più rispetto ai metodi di insegnamento tradizionali.

L'approccio dell'insegnante deve essere altamente personalizzato e studiato sulla base delle esigenze di apprendimento dei singoli studenti. Un approccio non basato sulla correttezza o meno delle risposte quanto sulle differenti modalità di ragionamento applicate per risolvere un problema. Gli studenti sono coinvolti nella lezione e chiamati a dare ragione delle loro idee.

L'insegnante chiede agli studenti di spiegare la strategia che li ha portati alla risoluzione del problema, il ragionamento che ha consentito loro di trarre determinate conclusioni. Spiegazioni che poi vengono interpretate attraverso specifici strumenti a disposizione dei docenti.

L'obiettivo è quello di comprendere i percorsi logici degli studenti in maniera tale da adattare l'approccio didattico.

Lo studio ha coinvolto più di 5000 bambini appartententi sia alla scuola d'infanzia che alla scuola primaria in Florida.

"I risultati sono interessanti" ha commentato Laura Lang, primo autore e responsabile dell'applicazione e della verifica del Formative Assessment System (MFAS). "Si tratta di un metodo dagli effetti sorprendenti sia per quanto riguarda l'apprendimento della materia che per quanto concerne il coinvolgimento degli studenti".

"Gli insegnanti che applicano il Formative Assessment System non solo chiedono ai loro alunni di risolvere un problema di matematica ma anche di giustificare la sua soluzione. Così facendo, sono meglio preparati a identificare concetti errati e a strutturare un insegnamento mirato a colmare eventuali lacune" spiega Laura Lang.

Lo studio ha coinvolto 31 scuole e 301 insegnanti in tre differenti aree della Florida: urbana, periferica e rurale. Le scuole sono state distinte in maniera del tutto casuale fra quelle in cui è stato applicato il metodo e quelle che hanno invece utilizzato i metodi di insegnamento tradizionali.

L'apprendimento della materia era ampiamente favorito quando le lezioni venivano impartite seguendo i criteri del Formative Assessment System e, a parità di tempo passato a scuola, il lavoro svolto risultava nettamente superiore come se gli studenti avessere frequentato le lezioni per periodi più lunghi. "Nel caso della scuola materna possiamo dire che gli studenti hanno appreso a una velocità equivalente a sei settimane in più passate sui banchi" ha commentato la ricercatrice Laura Lang. "Nel caso della scuola primaria l'entità del miglioramente è ancora più apprezzabile: come se fossero andati a scuola due mesi in più rispetto ai coetanei appartenenti all'altro gruppo. Come se l'anno scolastico fosse stato prolungato."

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Educazione

prossimo articolo

Chi controlla gli oceani? La battaglia per le boe del clima

foto dell oceano pacifico

Mentre un nuovo episodio di El Niño prende forma nel Pacifico tropicale, negli Stati Uniti si è consumato uno scontro politico attorno alla rete di boe oceanografiche che monitora correnti, temperature e salinità degli oceani. I dati raccolti sono fondamentali per studiare fenomeni come l'AMOC, prevedere eventi estremi e valutare gli effetti del riscaldamento globale. Il Senato ha fermato in extremis lo smantellamento voluto dall'amministrazione Trump.

Mentre un nuovo ciclo di El Niño sta iniziando, la comunità scientifica si chiede quale sarà la sua intensità in un mondo con gli oceani sempre più caldi. 


Anomalie delle temperature del Pacifico nella zona equatoriale collegate al fenomeno El Niño, l'8 giugno 2026. Crediti: NASA Earth Observatory/Lauren Dauphin