fbpx Zampe avvitate ai coleotteri | Page 7 | Scienza in rete

Zampe avvitate ai coleotteri

Primary tabs

Read time: 1 min

Le zampe dei coleotteri sono unite al bacino come una vite in un dado. E’ la prima volta che si osserva un fenomeno simile in un animale: il merito va a un esperto tedesco, Alexander Riedel, del Museo nazionale di storia naturale di  Karlsruhe, in Germania, che con i suoi colleghi ha sottoposto alcuni individui del genere Trigonopterus oblongus alla TC. «Sull’estremità del femore, il trocantere, e nella cavità dell’anca» ha spiegato il ricercatore su Science, «abbiamo trovato solchi complementari gli uni con gli altri, identici a quelli che si trovano sulle viti e sui dadi». Poi sono andati a cercare questa caratteristica in altre 15 specie di curculionidi, la più vasta famiglia dei coleotteri, e hanno così scoperto che è un tratto comune. «Probabilmente questo sistema, che permette di ruotare le zampe anteriori di 90° e le altre addirittura di 130°, consente una migliore presa sulle foglie» ha aggiunto il ricercatore.

Science, pubblicato online il 1 luglio 2011

Autori: 
Sezioni: 
Entomologia

prossimo articolo

Olimpiadi invernali: e l'ambiente?

panorama verde sul lago fedaia

Le Olimpiadi impattano molto sull’ambiente per varie ragioni: il maggiore consumo energetico aumenta le emissioni di gas serra, mentre le infrastrutture per le gare e i trasporti aumentano il consumo di suolo e il consumo idrico in territori già fortemente indeboliti dal cambiamento climatico. La copertura nevosa in montagna è infatti in calo da decenni, soprattutto sotto i 2000 metri di quota, mentre le temperature crescenti mettono a dura prova le stagioni di turismo invernale, per cui si ricorre ormai da tempo alla neve artificiale.

Foto: panorama sulle Dolomiti tra Trentino-Alto Adige e Veneto, con poca copertura nevosa (di Cecilia Giorgi, gennaio 2026)

Le Olimpiadi uniscono i popoli, e in questo periodo in cui tutti vogliono farsi la guerra forse è un bene che ci siano. Certo, l’ideale sarebbe farle con molta più sobrietà, soprattutto dal punto di vista degli impatti ambientali. Questo confronto fotografico prima-dopo pubblicato da Altreconomia ne è la prova: grandi superfici naturali sono state quasi rase al suolo dai lavori per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.