fbpx Zampe avvitate ai coleotteri | Page 19 | Scienza in rete

Zampe avvitate ai coleotteri

Primary tabs

Read time: 1 min

Le zampe dei coleotteri sono unite al bacino come una vite in un dado. E’ la prima volta che si osserva un fenomeno simile in un animale: il merito va a un esperto tedesco, Alexander Riedel, del Museo nazionale di storia naturale di  Karlsruhe, in Germania, che con i suoi colleghi ha sottoposto alcuni individui del genere Trigonopterus oblongus alla TC. «Sull’estremità del femore, il trocantere, e nella cavità dell’anca» ha spiegato il ricercatore su Science, «abbiamo trovato solchi complementari gli uni con gli altri, identici a quelli che si trovano sulle viti e sui dadi». Poi sono andati a cercare questa caratteristica in altre 15 specie di curculionidi, la più vasta famiglia dei coleotteri, e hanno così scoperto che è un tratto comune. «Probabilmente questo sistema, che permette di ruotare le zampe anteriori di 90° e le altre addirittura di 130°, consente una migliore presa sulle foglie» ha aggiunto il ricercatore.

Science, pubblicato online il 1 luglio 2011

Autori: 
Sezioni: 
Entomologia

prossimo articolo

Farmoplant, 38 anni dopo: memoria, salute e bonifiche ancora in cammino

Lo stabilimento di Avenza nel 1945

L’esplosione del 17 luglio 1988 nello stabilimento di Massa resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie. I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Nell’immagine Lo stabilimento azoto ad Avenza - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stabilimento_Azoto_Avenza_1945.jpg
 

Ancora il ricordo di un disastro industriale, da tenere a mente, dopo quello di Seveso, per costruire conoscenze su ambiente e salute e conservare memoria di chi più ha sofferto e pagato, in quel momento e dopo, in uno dei luoghi dove l’ingiustizia ambientale ha lasciato il segno.