fbpx Vecchi farmaci nuova cura | Page 2 | Scienza in rete

Vecchi farmaci nuova cura

Primary tabs

Read time: 2 mins

Talvolta i farmaci rivelano proprietà inattese. E' il caso di due molecole già in uso, che secondo un studio pubblicato su Nature potrebbero contribuire alla lotta contro i tumori. Lo studio, condotto dal team di Marco Foiani, direttore dell’unità di ricerca controllo del ciclo cellulare e stabilità del genoma dell’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare, insieme al gruppo di Saverio Minucci, direttore dell’Unità di ricerca alterazioni della cromatina nella tumorigenesi dell’IEO, ha indagato l’attività di due tipi di farmaci, l’acido valproico e la rapamicina. L’acido valproico è usato da decenni come anti epilettico mentre la rapamicina è utilizzata come immunosoppressore nel trapianto di organi.

La ricerca ha fatto emergere una possibile attività antitumorale dei due farmaci. “ll nostro studio sfrutta una strategia interessante, che combina le potenzialità dell’analisi genetica in sistemi biologici semplici con l’analisi del meccanismo di azione di farmaci che sono già utilizzati nell’uomo” afferma Marco Foiani. In particolare lo studio ha individuato come questi farmaci agiscono contemporaneamente su alcuni processi molto importanti per lo sviluppo del tumore: la risposta ai danni al DNA, l'autofagia (la capacità della cellula di auto-demolirsi) e l'acetilazione delle proteine (un processo di regolazione proteica). Rispetto a quello che si pensava in passato, ovvero che questi tre fenomeni fossero del tutto indipendenti, lo studio ha mostrato la loro stretta correlazione nel prevenire la formazione di cellule tumorali. Ora si passa all'uomo. “Questo processo, definito in gergo ‘target validation’, sta diventando così critico per l’identificazione di nuovi farmaci che all’interno del nostro Campus stiamo attivando un team interamente dedicato a questo scopo” spiega Saverio Minucci. Se questi studi daranno risultati positivi è plausibile pensare a degli immediati trial clinici utilizzando questi farmaci in combinazione con altri farmaci o trattamenti che interferiscano con i meccanismi di risposta al danno al DNA. “Collegando l’azione dell’acido valproico e della rapamicina con la risposta al danno al DNA, potremmo avere una chiave di lettura anche di alcuni risultati molto affascinanti, ottenuti negli anni scorsi da studiosi impegnati nella ricerca sulle malattie associate all’invecchiamento. E sarà molto interessante studiare come i meccanismi identificati in questo studio siano all’opera anche durante l’invecchiamento” conclude Marco Foiani. La ricerca è stata finanziata dell’AIRC, di Telethon, della Comunità Europea (GENICA) e del Ministero italiano della salute.

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Il petrolio oggi: alcuni dati per capire meglio la crisi

pompa petrolifera

La chiusura o quasi dello Stretto di Hormuz, a causa del conflitto innescato da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha portato all'aumento del prezzo del petrolio, al rilascio di riserve di emergenza da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia e alla ricerca di tratte alternative. Capiamoci qualcosa di più con dati e grafici, anche e soprattutto per ricordarci come questo rappresenti un ulteriore motivo per cui del petrolio dobbiamo sbarazzarci il prima possibile.

Immagine di RJA1988

È notizia di ieri che i trentadue paesi membri dell’Agenzia internazionale per l’energia hanno deciso di mettere a disposizione 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve di emergenza a causa del conflitto in Iran e in Medio Oriente.