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Una borsa in nome di Nino Andreatta

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Una borsa di studio destinata a ricercatori italiani con un dottorato di ricerca all'estero nelle Scienze Sociali, per facilitare il "rientro dei cervelli". E' questo il programma per la “Nino Andreatta Fellowship” per l'anno accademico 2010-11 dell'Alma Graduate School/Università di Bologna. I candidati saranno selezionati sulla base del merito e dell’impegno in attività di ricerca teorica o applicata con obiettivi di eccellenza: la priorità verrà data a programmi di ricerca sui mercati e politiche finanziarie internazionali. Il bando di concorso scade il 31 marzo 2010.

Alma Graduate School è una delle più importanti scuole di management europee e una delle più innovative in Italia. È nata nel 2000 come Consorzio tra Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione Guglielmo Marconi. Intesa Sanpaolo ha avviato la collaborazione con Alma Graduate School per il sostegno delle attività istituzionali e dei progetti dell’Istituto e, in particolare, il programma di borse di studio “Nino Andreatta Fellowship”, in onore e memoria del professor Nino Andreatta.

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La salute pubblica comincia dalle piante: la lezione della Xylella

Olivi attaccati dalla Xylella

La vicenda della Xylella in Puglia è stata raccontata soprattutto come un disastro agricolo. Lo è stata: ha colpito milioni di ulivi, compromesso aziende, frantoi, paesaggi ed economie locali. Ma limitarsi a questa lettura rischia di farci perdere la lezione più importante. La Xylella è stata anche una crisi ambientale, sociale e sanitaria. Una crisi One Health, nel senso più concreto del termine. 

Foto di Daniele Urso

Quando nel 2013, nelle campagne del Salento, gli ulivi cominciarono a seccare in modo anomalo, il fenomeno apparve subito inquietante. Le foglie ingiallivano, i rami si disseccavano, intere chiome sembravano prosciugarsi. In un territorio in cui l’ulivo non è soltanto una coltura, ma identità, paesaggio e memoria familiare, la malattia delle piante fu percepita fin dall’inizio come una ferita collettiva.