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Una borsa in nome di Nino Andreatta

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Una borsa di studio destinata a ricercatori italiani con un dottorato di ricerca all'estero nelle Scienze Sociali, per facilitare il "rientro dei cervelli". E' questo il programma per la “Nino Andreatta Fellowship” per l'anno accademico 2010-11 dell'Alma Graduate School/Università di Bologna. I candidati saranno selezionati sulla base del merito e dell’impegno in attività di ricerca teorica o applicata con obiettivi di eccellenza: la priorità verrà data a programmi di ricerca sui mercati e politiche finanziarie internazionali. Il bando di concorso scade il 31 marzo 2010.

Alma Graduate School è una delle più importanti scuole di management europee e una delle più innovative in Italia. È nata nel 2000 come Consorzio tra Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione Guglielmo Marconi. Intesa Sanpaolo ha avviato la collaborazione con Alma Graduate School per il sostegno delle attività istituzionali e dei progetti dell’Istituto e, in particolare, il programma di borse di studio “Nino Andreatta Fellowship”, in onore e memoria del professor Nino Andreatta.

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Cosa si impara smontando un viadotto vecchio cinquant’anni

vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine una vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.