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Un topo incastra il gene

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Il primo modello animale di morbo di Parkinson conferma i sospetti avanzati in vitro: il gene LRRK2 , quando è mutato, è cruciale nella genesi della malattia nella sua forma familiare. Ma scoprire come funziona potrà gettare luce anche sui casi sporadici, non legati all’ereditarietà. E fornire nuove linee di ricerca per possibili cure.

Un gruppo di ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York ha introdotto in animali da laboratorio, attraverso un cromosoma artificiale batterico, il gene normale o quello con la mutazione più frequente nei casi di Parkinson familiare, in sigla G2019S. Spinti a produrlo in maniera superiore alla norma, i topi con la versione selvaggia avevano una maggiore produzione di dopamina nel nucleo striato ed erano quindi iperattivi; al contrario, quelli con la forma mutata invecchiando perdevano dopamina, senza che venissero distrutti i neuroni della sostanza nera. Aumentava invece in parallelo l’attività delle chinasi, di cui ora andrà approfondito il ruolo: questa e altre ricerche saranno più facili ora che esiste un modello animale su cui studiare le fasi più precoci e preliminari all’insorgenza della malattia.

J Neuroscience   2010; 30: 1788

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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.