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In un sol boccone

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L'analisi di un intenso fascio di energia che ha investito la Terra ha permesso di scoprire che alla sua origine vi è l'ingestione di una stella da parte di un buco nero.

Solamente il fortuito allineamento del nostro pianeta con uno dei due fasci di energia espulsi dai poli del buco nero ci ha permesso di registrare l'evento e di individuarne l'origine in una galassia distante 3,8 miliardi di anni luce. Lo studio, coordinato da Andrew Levan (University of Warwick) e pubblicato su Science Express, ha analizzato l'intero spettro dell'evento catturato dall'osservatorio orbitante Swift. Per studiare i dettagli dell'evoluzione temporale dell'emissione, però, il team si è avvalso sia di osservatori spaziali (Hubble e Chandra) sia di telescopi terrestri (Gemini e Keck).

Al suo picco la luminosità registrata è stata cento volte più intensa di quella del nucleo della galassia in cui si è verificato l'evento, testimonianza delle incredibili energie in gioco. La prossimità dell'intensa sorgente proprio con il centro della galassia ospite ha indotto i ricercatori a ritenere plausibile la distruzione e successiva acquisizione di un oggetto stellare da parte del buco nero centrale. Un evento molto raro, ma in grado di lasciare una traccia notevole quando si verifica.

University of Warwick

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Astrofisica

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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.