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Un giorno più corto

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Il terremoto in Giappone ha reso il giorno più corto, una conseguenza sempre possibile quando grandi masse del nostro pianeta cambiano la loro posizione e la Terra accelera o rallenta la sua rotazione.

Inutile provare a valutare di persona questo accorciamento. Richard Gross, geofisico in forza al Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha stimato che il sisma che ha appena colpito il Giappone ha indotto il nostro pianeta a ruotare più rapidamente. Il conseguente accorciamento del giorno è di circa 1,6 microsecondi (un microsecondo è la milionesima parte di un secondo). Leggermente superiore, dunque, a quanto avvenuto per il terremoto in Cile del 27 febbraio 2010, evento che ha prodotto un accorciamento del giorno di 1,26 microsecondi. Molto più significative, invece, le conseguenze del drammatico terremoto di Sumatra nel 2004, in grado di accorciare il giorno di ben 6,8 microsecondi.

Collegato con questo “aggiustamento” della rotazione terrestre vi è normalmente anche un riassetto rispetto all'asse di rotazione e noi che siamo solidali con il moto di rotazione percepiamo questo riassetto (ovviamente grazie a precise misurazioni satellitari) come uno spostamento del polo rispetto alla superficie (polodia). Nel caso del sisma Giapponese l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha valutato uno spostamento del polo di quasi 10 centimetri.

PhysOrg - INGV

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Caldo estremo: che cosa si intende con "adattamento"?

vista di area urbana

Temperature record, ondate di calore sempre più letali, e continuiamo a ripeterci che «ci adatteremo». Ma quando si parla di adattamento bisogna fare una distinzione fondamentale, perché climatizzatori, città più verdi, sistemi di allerta e cambiamenti nelle abitudini non sono adattamento biologico. Sono strategie indispensabili di protezione da un ambiente che cambia a una velocità senza precedenti ma, mentre il clima si riscalda nell’arco di pochi decenni, l’evoluzione umana procede in migliaia di anni. Confondere questi due tempi rischia di trasformare una necessità politica e sociale urgente in una pericolosa rassicurazione.

Le temperature record si susseguono, le notti tropicali diventano la norma, le città si trasformano in trappole di calore e gli ospedali registrano un aumento di accessi, ricoveri e decessi legati alle ondate di calore. Eppure, di fronte a questo scenario, una parola continua a essere ripetuta con sorprendente leggerezza: adattamento.

Viene spesso scritto o detto «tranquilli, ci adatteremo»: le città si adatteranno, l'agricoltura si adatterà, le persone si adatteranno.