I colpevoli dell'incidente aereo conclusosi fortunatamente senza vittime il 15 gennaio scorso con una spettacolare planata sull'Hudson hanno finalmente un nome e, se non proprio un cognome, almeno un indirizzo: sono state oche canadesi, migranti verso sud, che cercavano un po' di tepore nei pressi della Grande mela. A identificarle è stata una ricercatrice del Smithsonian Institution's Feather Identification Lab di Washington, Carla Dove, che ha isolato e sequenziato, nel centinaio di campioni di tessuto e piume raccolti dagli agenti federali all'interno dei motori, un particolare gene mitocondriale: confrontando il risultato ottenuto con le sequenze raccolte in un data base, la ricercatrice ha confermato i sospetti iniziali sulla razza di uccelli responsabile del disastro. Per capire come mai le oche si trovassero lì, ha poi coinvolto un ornitologo del suo stesso istituto, Peter Marra, che utilizzando la spettrometria di massa per misurare la concentrazione di isotopi stabili, come l'idrogeno, che variano da una regione all'altra del continente, ha dimostrato che le oche non erano newyorkesi, ma scendevano dal Canada. Di questi flussi migratori si dovrà tener conto per prevenire ulteriori incidenti.
Uccelli incastrati
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L’incredibile e triste storia dei nuovi studi sul vaccino contro l’epatite B

Con il pretesto della Gold Standard Science, il Dipartimento per la Salute diretto da Robert Kennedy intende finanziare con 1,6 milioni di dollari uno studio in Guinea Bissau sulla vaccinazione alla nascita contro il virus dell’epatite B. Procedura in uso negli Stati Uniti dal 1991. L’intento non è quello di aumentare la copertura vaccinale nel Paese africano, ma mettere a confronto un vaccino già noto con l’assenza di vaccino. Con sommo sprezzo dell’etica della ricerca
Partiamo da qui per raccontare una storia lunga, che ancora non si è conclusa.
È il 1991, la commissione per i vaccini dei Centers for Diseases Control (ACIP, Immunization Practices Advisory Committee) consiglia per la popolazione degli Stati Uniti la prima dose di vaccino per il virus dell'epatite B (HBV) alla nascita (che vuol dire entro 24 ore dalla nascita). Le successive due dosi dopo uno e sei mesi.