fbpx Tutta l'energia di Encelado | Page 10 | Scienza in rete

Tutta l'energia di Encelado

Primary tabs

Read time: 1 min

Una nuova analisi dell'energia termica emessa dalle regioni meridionali del satellite di Saturno indica che è almeno 10 volte più grande di quanto suggerito finora.

E' dal 2005 che si è a conoscenza del fatto che le regioni intorno al Polo Sud di Encelado sono geologicamente attive. Uno studio del 2007, valutando le forze di marea dovute all'interazione gravitazionale con Dione che si ritengono all'origine di quell'energia, suggeriva che il meccanismo fosse in grado di produrre circa 1,1 gigawatt di potenza. Tenendo conto anche dei circa 0,3 gigawatt dovuti al decadimento radioattivo, la potenza complessiva in gioco ammontava dunque a circa un gigawatt e mezzo.

Le nuove valutazioni proposte dal team di Carly Howett (Southwest Research Institute di Boulder - Colorado) e di prossima pubblicazione su Journal of Geophysical Research indicano che la produzione energetica di Encelado è decisamente superiore. I ricercatori suggeriscono che ammonta a circa 15,8 gigawatt, più o meno l'equivalente di una ventina di centrali elettriche a carbone.

Secondo i ricercatori, all'origine di questa maggiore produzione energetica potrebbe esserci il fatto che l'azione di marea esercitata da Dione non sia costante nel tempo. Senza contare che l'effetto potrebbe essere notevolmente potenziato dalla presenza di un oceano di acqua liquida al di sotto delle regioni polari.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Fotoni come neuroni, una ricerca italiana a cavallo di due Nobel

Una ricerca italiana pubblicata su Physical Review Letters dimostra che circuiti fotonici quantistici si comportano spontaneamente come reti neurali. E apre un varco tra due delle scoperte premiate con il Nobel per la Fisica in anni recenti — proprio mentre Giorgio Parisi, nell'ultimo suo libro, ci invita a cercare le simmetrie che la natura nasconde sotto la superficie apparente delle cose.
Immagine: 
Sistema fotonico per simulare reti neurali, CNR.

Da tempo la fisica teorica trova interessanti punti di contatto fra  sistemi fisici complessi come i magneti disordinati, i vetri di spin, i fluidi turbolenti e ciò che fa il cervello quando recupera un ricordo. Un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters il 18 febbraio 2026 conferma questo suggestivo parallelismo studiando la luce — quella quantistica, fatta di fotoni identici che interferiscono tra loro.