fbpx Il triplo legame del boro | Page 3 | Scienza in rete

Il triplo legame del boro

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un team dell’Università tedesca di Würzburg è riuscito per la prima volta a sintetizzare un composto stabile contenente un triplo legame elettronico tra due atomi di boro.

Nell’annunciare la scoperta – lo studio è stato pubblicato su Science – Holger Braunschweig (Julius Maximilian University – Würzburg) e i suoi collaboratori sottolineano come, a differenza di precedenti tentativi, il composto ottenuto sia stabile a temperatura ambiente. L’unica precauzione affinché questo cristallo color verde smeraldo resti integro è che venga conservato sotto vuoto per evitare il suo rapido degrado a seguito di ben note reazioni con l’aria e l’umidità.

Nonostante i calcoli teorici e le analisi computerizzate avessero da tempo previsto la possibilità che anche il boro potesse avere un triplo legame come quello che caratterizza il carbonio e l’azoto, non si era ancora riusciti a sintetizzare un simile composto. Precedenti tentativi, per esempio quello effettuato una decina d’anni fa dal team di Mingfei Zhou della Fudan University di Shanghai, avevano infatti ottenuto composti stabili solamente a temperature appena al di sopra dello zero assoluto e che, una volta portati a temperatura ambiente, degradavano in meno di un secondo.

Oltre che a essere riportata sui libri di chimica, come ha sottolineato Braunschweig, la scoperta potrebbe aprire nuovi importanti scenari nella chimica del boro, un elemento che per la sua particolare struttura elettronica viene già ampiamente impiegato nella costruzione di LED e di schermi LCD.

University of Würzburg - New Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Chimica

prossimo articolo

Un piano per affrontare il caldo nelle scuole e come finanziarlo

Interno di un'aula scolastica con banco e lavagna

Finita la scuola, si smette di parlare del problema, che però permane, pronto a ripresentarsi l’anno successivo. Bisognerebbe partire da una mappatura termica degli edifici, introdurre protocolli comuni e realizzare interventi su schermature, climatizzazione e fotovoltaico. Le coperture possono arrivare dalle aste CO₂, dal Conto Termico e dai fondi europei. Foto di Slow Death su Pixabay.

Aule delle scuole che superano i 35 gradi, studenti affaticati, docenti costretti a lavorare con le finestre spalancate, dirigenti svenuti durante la maturità e piccoli ventilatori portati da casa. Esami affrontati in edifici che assorbono calore durante tutta la giornata e continuano a restituirlo anche quando fuori la temperatura comincia a diminuire.

Ogni estate assistiamo alle stesse immagini; poi termina la scuola, il problema scompare dal dibattito pubblico e tutto viene rinviato all’anno successivo.