Se il cancro al seno è avanzato localmente oppure di tipo infiammatorio, e positivo per il marcatore HER-2, non conviene accontentarsi della consueta chemioterapia neoadiuvante, cioè fatta prima dell'intervento chirurgico. Se oltre a quella, la donna assume per un anno il trastuzumab, l’anticorpo monoclonale che attacca la proteina HER-2 in maniera mirata, significa aumentare dal 56 al 71 per cento le possibilità di sopravvivere senza recidive nei tre anni successivi. Lo studio NOAH, coordinato da Luca Gianni dell’Istituto dei tumori di Milano, che ha confrontato più di un centinaio di donne sottoposte alla cura aggiuntiva con trastuzumab con altrettanti controlli, ha dimostrato inoltre che il trattamento, nonostante la sua nota cardiotossicità, è stato in genere ben tollerato. Si sono infatti verificati solo due casi di scompenso cardiaco che hanno comunque risposto bene alle cure.
Trastuzumab dopo la chemio
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I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.
C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.