fbpx Terre rare nei fondali marini | Page 13 | Scienza in rete

Terre rare nei fondali marini

Primary tabs

Read time: 2 mins

In uno studio appena pubblicato su Nature si sostiene che i fondali oceanici sarebbero ricchissimi di elementi chimici appartenenti al gruppo delle cosiddette “terre rare”, preziosi per il loro ruolo chiave in molti campi della moderna tecnologia.

Yasuhiro Kato, geologo dell'Università di Tokyo, e i suoi collaboratori hanno esaminato 2000 campioni di sedimenti raccolti in giro per l'Oceano Pacifico e sono giunti alla conclusione che l'area di un solo chilometro quadrato intorno ai siti campionati potrebbe fornire un quinto della quantità di terre rare che attualmente vengono utilizzate in un anno dalle industrie di tutto il mondo. Il mercato di questi preziosi elementi, irrinunciabili in settori tecnologici avanzati connessi alle energie rinnovabili e all'elettronica, è oggi per il 97% in mano alla Cina e la possibilità di nuovi filoni di sfruttamento contribuirebbe ad aprire il mercato e abbassare i costi.

Secondo una recente stima dell'US Geological Survey le riserve mondiali di terre rare ammonterebbero a 100 milioni di tonnellate, ma nello studio pubblicato su Nature Geoscience si ipotizza che due regioni nei pressi delle Hawaii e Tahiti potrebbero contenerne da sole non meno di 100 miliardi di tonnellate. Quel che più conta è che, stando a quanto affermano Kato e collaboratori, lo sfruttamento di questi giacimenti oceanici potrebbe essere piuttosto agevole.

Nonostante l'ottimismo dei geologi giapponesi, permangono comunque ancora molte perplessità. Non solo l'economicità delle procedure di estrazione è ancora tutta da verificare, ma si tratterà di valutare con attenzione anche l'impatto ambientale sui fondali oceanici interessati all'estrazione.

New Scientist - ScienceNews

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Oceanografia

prossimo articolo

Timothy: raccontare l’immunologia come una storia di (piccoli) supereroi

Linfocita T con mantello da supereroe

Come si racconta il sistema immunitario senza perdersi tra sigle, molecole e processi cellulari? In “Timothy. Storia di un grande eroe in un mondo microscopico”, il neuroscienziato e divulgatore Tiziano Balzano sceglie la strada della narrazione: un linfocita T diventa il protagonista di un romanzo di formazione che attraversa organi, infezioni, allergie e ricerca biomedica. Tra fumetto, avventura e saggio divulgativo, il libro trasforma la complessità dell'immunologia in una storia accessibile senza rinunciare al rigore scientifico.

Immagine di copertina: elaborazione da NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Chi ricorda Siamo fatti così – Esplorando il corpo umano? L’ormai storica serie francese ha mostrato a una generazione di bambine e bambini (e non solo) un modo diverso di raccontare la biologia: quello nel quale le cellule diventano personaggi, organi e tessuti edifici, i vasi sanguigni strade trafficate. Nel quale ogni giorno ciascuno di questi elementi è impegnato a mantenere in funzione il complesso organismo che abitiamo.