fbpx Terapia al cioccolato | Page 6 | Scienza in rete

Terapia al cioccolato

Primary tabs

Read time: 1 min

La notizia non attenua i sensi di colpa per gli stravizi di fine anno, ma offre un nuovo argomento a favore dei cultori del cioccolato fondente di alta qualità: il suo consumo regolare per alcune settimane, in persone sane e non ipertese o con valori pressori appena sopra la norma, abbassa la pressione sistolica in media di circa 5 mm Hg e la diastolica di 2,5 mm Hg. Il calcolo viene da una metanalisi di dieci studi randomizzati e controllati in cui l’assunzione di cacao ricco di flavanolo o un prodotto placebo è stata prescritta a quasi trecento persone per un periodo variabile da 2 a 18 settimane. L’idea che i prodotti a base di cacao potessero sortire questo effetto benefico viene dal caso degli indiani Kuna, abitanti in un’isola al largo di Panama: in questa popolazione, che fa largo uso di bevande al cacao naturale ricco di flavanolo, l’ipertensione è praticamente sconosciuta, mentre si presenta con una frequenza pari alla norma tra coloro che si trasferiscono in città.  

Am J of Hypert 2010; 1: 97–103 doi:10.1038/ajh.2009.213

Autori: 
Sezioni: 
Ipertensione

prossimo articolo

Meningioma e contraccettivi: il rischio dei titoli sul rischio

contraccettivi

Un aggiornamento di farmacovigilanza su due progestinici, desogestrel ed etonogestrel, associati a un piccolo aumento del rischio di meningioma, è diventato sui giornali un titolo allarmante sul «rischio di tumore al cervello». Il caso mostra quanto la sintesi giornalistica possa distorcere un dato di per sé rassicurante (la farmacovigilanza funziona) e perché comunicare bene il rischio conti quanto misurarlo correttamente.

Reproductive Health Supplies Coalition - Unsplash

Lo scorso 6 agosto, il quotidiano Open ha pubblicato un articolo dal titolo decisamente allarmante: «Contraccettivi, scatta l’allerta Aifa: rischio di tumore al cervello». È il genere di lancio acchiappa-click che può trasformare un aggiornamento di farmacovigilanza in una tempesta mediatica, con il pericolo di alimentare paure sproporzionate rispetto alle evidenze scientifiche e allontanare tante donne da una contraccezione sicura. Esperienze già fatte in passato.