fbpx Swift, lo stanagalassie | Page 7 | Scienza in rete

Swift, lo stanagalassie

Primary tabs

Read time: 2 mins

Grazie ai dati raccolti in questi anni dall'osservatorio orbitante Swift, un team di astronomi ha avuto una sostanziale conferma dell'esistenza di un gran numero di nuclei galattici attivi finora sfuggiti all'osservazione.

La scoperta potrebbe finalmente dare una risposta plausibile all'esistenza di quell'alone diffuso di radiazione X rilevabile in cielo in ogni direzione. Il sospetto che alla sua origine ci potessero essere i giganteschi buchi neri (cento milioni di masse solari) che alimentano i nuclei galattici attivi era molto forte, ma mancavano le prove.

Davide Burlon (Max-Planck-Institut für Extraterrestrische Physik) e i suoi collaboratori hanno dunque preso in esame tre anni di dati raccolti dallo strumento BAT (Burst Alert Telescope) a bordo di Swift. Dopo aver eliminato le sorgenti troppo vicine al piano della nostra galassia e quelle che mostravano chiaramente un energetico getto di particelle, hanno indagato più a fondo sulle circa 200 galassie attive che restavano in gioco.

La conclusione, pubblicata su Astrophysical Journal, è che le galassie che riusciamo a osservare sono solamente quelle in cui, per il favorevole orientamento, l'emissione riesce a eludere la barriera costituita dalla spessa coltre di polvere che avvolge il buco nero. Questo, però, comporta che ve ne debbano essere anche molte altre precluse alla nostra osservazione, una popolazione valutabile in circa il 20-30 per cento del totale.

Il numero di galassie attive, insomma, sarebbe sottostimato e se la nuova stima fosse valida anche nell'universo più distante e più giovane, il numero di nuclei attivi sarebbe sufficiente per spiegare il fondo di radiazione X.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

I chatbot sono imprevedibili perché sono complessi

murales inquietante

Un gruppo di ricercatori ha "insegnato" a un chatbot della famiglia di ChatGPT a produrre codice con falle nella sicurezza. Come conseguenza il chatbot ha cambiato il suo "comportamento" anche in conversazioni su temi estranei a quello della sua nuova specializzazione, sputando fuori, tra le altre cose, insulti nazisti e misogini. Questo cambiamento è un fenomeno tipico dei sistemi complessi che porta con sé un certo grado di imprevedibilità.

Complesso e complicato. Sono due parole che molti considerano sinonimi, ma che per gli scienziati sono ben diverse.

L’aeroplano è forse l’esempio principe di un sistema complicato: composto da moltissime componenti, richiede controlli di qualità rigorosi e personale altamente specializzato per costruirlo e operarlo. Ma il suo comportamento è perfettamente prevedibile: le componenti sono perfettamente caratterizzate e, quando in volo, obbedisce alle leggi della fisica dei fluidi in maniera perfettamente deterministica.