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Sul dolce resistono al caldo

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Presto, per conservare i vaccini costituiti da virus vivi, la catena del freddo potrebbe non servire più. Da oltre Manica viene infatti una scoperta potenzialmente in grado di rivoluzionare il mondo dei vaccini. I ricercatori britannici coordinati da Matthew G.Cottingham, del Jenner Institute dell’Università di Oxford, hanno infatti verificato la sicurezza e l’efficacia del metodo semplice ed economico messo a punto dalla Nova Bio-Pharma Technologies: cristallizzati su membrane stabilizzate con saccarosio e trealosio, i vettori virali ricombinanti di un poxvirus e di un adenovirus si sono conservati per oltre sei mesi a temperature fino a 45 °C. Dopo questo tempo, bastava scioglierli con una soluzione fluida per ritrovare immediatamente quasi intatta la carica virale iniziale. Basterebbe quindi predisporre queste membrane in apposite siringhe per eliminare, perfino a temperature tropicali, la necessità di ricorrere a frigoriferi per la conservazione e il trasporto del materiale anche nelle zone più remote dei paesi in via di sviluppo, anche se prive di energia elettrica, riducendo notevolmente i costi e aumentando l’accessibilità ai vaccini.

 Sci Transl Med 2010; 2: 19ra12 doi: 10.1126/scitranslmed.3000490

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La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no