fbpx Siglato l'accordo con Genentech | Scienza in rete

Siglato l'accordo con Genentech

Primary tabs

Read time: 1 min

Nerviano Medical Sciences (NMS), il centro di ricerca e sviluppo farmacologico italiano ha annunciato oggi un nuovo accordo di licenza con Genentech. E' il terzo accordo siglato negli ultimi anni tra Genentech e Nerviano Medical Sciences. Il primo, del gennaio 2008, è una collaborazione per la scoperta di inibitori di target antitumorali. Il secondo accordo, sottoscritto nell'ottobre del 2008, prevede una collaborazione per la ricerca di immunoconiugati da sviluppare come antitumorali. Con questo terzo accordo, Nerviano Medical Sciences cede a Genentech diritti di licenza esclusiva per sviluppare una serie di inibitori di target di proprietà del Centro, a oggi non ancora resi pubblici.

Nerviano trasferirà questi composti e il relativo know how a Genentech, e fornirà la necessaria assistenza per lo sviluppo. "Siamo molto orgogliosi di questa nuovo accordo che amplia e rafforza ulteriormente la positiva collaborazione avviata negli ultimi anni con Genentech, che segna il raggiungimento di un nuovo traguardo all'interno del nostro piano di alleanze strategiche", ha commentato Alberto Sciumè, Presidente di Nerviano Medical Sciences. "Sono convinto che l'esperienza e la competenza di Nerviano nella scoperta di nuove piccole molecole possa contribuire all'innovazione e allo sviluppo di prodotti di valore per il mercato oncologico." 

Autori: 
Sezioni: 
Nerviano

prossimo articolo

Radiati per l’antiscienza, la politica vuole riaprire loro l’Ordine

sedia con camice e porta aperta

Un emendamento approvato dalla Commissione Affari Sociali della Camera consentirebbe ai sanitari radiati per fatti legati alla pandemia di chiedere la reiscrizione all’Ordine. Non riguarda i medici sospesi perché non vaccinati, ma professionisti colpiti da sanzioni disciplinari anche per aver promosso pratiche e terapie prive di basi scientifiche. La Fnomceo protesta: per il presidente Filippo Anelli è una delegittimazione degli Ordini e un affronto a chi ha curato e perso la vita durante il Covid. La questione va anche oltre i singoli casi: in gioco c’è l’autonomia della professione nel tutelare i pazienti.

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Radiati dall’Ordine, riammessi dalla politica. E l’Ordine, giustamente, protesta. Ieri, 14 luglio, la Commissione Affari Sociali della Camera ha infatti approvato un emendamento che, se diventasse legge, riaprirebbe la porta dell’Ordine dei medici ai sanitari che erano stati radiati per fatti legati alla pandemia di Covid. La norma ha la prima firma della deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri ed è stata inserita all'interno della legge delega di riforma delle professioni sanitarie.