fbpx La scienza incontra l'arte al Palazzo dell'ONU | Page 5 | Scienza in rete

La scienza incontra l'arte al Palazzo dell'ONU

Primary tabs

Read time: 3 mins

Cosa accade se l’eccellenza e la bellezza del patrimonio culturale italiano si incontrano con le tecnologie più avanzate e i risultati  sviluppati dalla ricerca scientifica. E’ quello che ci racconta e fa vedere Memoria/Futuro – Tecnologie per il patrimonio culturale, la mostra curata dalla Fondazione Rosselli con il sostegno del MIUR  e in collaborazione con alcuni dei principali enti di ricerca italiani, tra cui l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Memoria/Futuro è un viaggio attraverso le tecnologie che ci aiutano a conoscere, a tutelare, conservare,  valorizzare, gestire e godere il patrimonio culturale, garantendo così un futuro alla nostra memoria. Le tecnologie e i risultati della ricerca scientifica, che guarda al futuro, possono diventare infatti lo strumento migliore per mantenere viva la consapevolezza della nostra storia e integrare sviluppo sociale e sostenibilità. Lo dimostrano i numerosi progetti e le applicazioni tecnologiche che la mostra propone. Come l’uso di acceleratori di particelle – cugini molto più piccoli del grande LHC del CERN, proprio a Ginevra – per l’analisi della composizione di opere d’arte o la datazione di reperti archeologici. Il naso elettronico in grado di scoprire le muffe, che potrebbero rovinare i patrimoni archivistici. I laser per la pulitura e il restauro di manufatti e materiali antichi o i droni per il tele-rilevamento del territorio e di beni architettonici in seguito a un terremoto o a una calamità naturale. E ancora l’utilizzo di tecnologie informatiche, di computer vision, scansione e riproduzione digitale per realizzare musei e archivi virtuali dei beni artistici, come nel caso del grande museo virtuale dell’Iraq realizzato dal Cnr. O il progetto estremamente avanzato di rilevamento satellitare del territorio CosmoSkyMed.
Anche solo guardando il sito web della mostra (http://memoriafuturo.fondazionerosselli.org) si ha l’idea di quanto ricchi di interesse e numerosi siano i progetti rappresentati, che ci offrono un eccezionale spaccato dell’eccellenza  scientifica e culturale del nostro Paese.
Non è un caso infatti che la mostra, immaginata anche come vetrina dell’eccellenza italiana all’estero, arrivi a Ginevra con il sostegno della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali e dell’INFN e venga  ospitata nella Sala dei Passi Perduti dello storico Palazzo delle Nazioni, inserendo così in un contesto internazionale il messaggio del ruolo cruciale della cultura per aumentare la tolleranza, il rispetto e la prosperità tra le persone.

La mostra viene inaugurata ufficialmente oggi, 12 Novembre, (sebbene sia aperta al pubblico già dal 7 Novembre) alla presenza del direttore generale dell’Ufficio di Ginevra dell’ONU e del Rappresentante Permanente d’Italia alle Organizzazioni Internazionali, Ambasciatore Maurizio Enrico Serra.
“ L’esibizione della mostra Memoria/Futuro” – dice l’Ambasciatore Maurizio Enrico Serra – “fornisce un’ulteriore opportunità per portare la cultura, la scienza e le tecnologie italiane all’attenzione della comunità internazionale, tramite un eccellente esempio di collaborazione tra diversi attori del Sistema Paese”.
“L’allestimento di una mostra come Memoria/Futuro presso la sede ONU di Ginevra  - dichiara il presidente INFN, Fernando Ferroni - è un’occasione per ricordare come lo sforzo della ricerca fondamentale - come quella che vede impegnato anche l’INFN al CERN, nella stessa  Ginevra – ci regala inevitabilmente anche tecnologie e applicazioni, mirate a un più immediato benessere sociale ed economico.”
"Comunicare l'importanza dell'applicazione della ricerca scientifica per migliorare la nostra vita, soprattutto ai giovani, - ha sostenuto Francesca Traclò, direttore della Fondazione Rosselli - è fondamentale per orientare e sviluppare un pensiero scientifico attuale che preluda a una fertile compresenza della cultura scientifica e umanistica, universi ancora troppo spesso separati".

Ufficio Comunicazione INFN

Autori: 
Sezioni: 
Free tag: 
INFN

prossimo articolo

Cosa succede se Claude mette il camice ed entra in laboratorio

disegno di un computer che indossa un camice da laboratorio

Anthropic ha messo al lavoro quasi mille agenti di intelligenza artificiale per esplorare enormi archivi genetici. In appena 21 ore, Claude ha individuato un sistema molecolare sconosciuto, che potrebbe aprire nuove strade per l'editing del DNA. Ma l'entusiasmo per la scoperta si è presto scontrato con i dubbi degli esperti e con la rivendicazione di un biologo che studiava lo stesso sistema da anni, condividendo i propri risultati proprio con Claude. In realtà, comunque, gli interrogativi vanno oltre la biologia: quanto sono davvero autonome le scoperte dell'IA? E quanto può fidarsi il mondo della ricerca degli assistenti virtuali?

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Facciamo un gioco. Elenchiamo ciò che serve per mettere in piedi un laboratorio di ricerca. Un bancone, la strumentazione, guanti e camici, e naturalmente biologhe e biologi. Ora rifacciamo la lista aggiungendo qualcosa che in un laboratorio di solito manca, cioè qualche centinaio di biologi virtuali.