fbpx Roma Tor Vergata: Firmato accordo Cina-Italia in biomedicina | Page 61 | Scienza in rete

Roma Tor Vergata: Firmato accordo Cina-Italia in biomedicina

Primary tabs

Read time: 2 mins

 

Comunicato stampa


 

La più grande società di genomica del mondo, per un progetto innovativo di trasferimento di know-how tecnologico dalla Cina in Italia nel campo della bio-medicina e della sanità

Il 16 Ottobre 2014 è stato firmato un accordo quadro di durata quinquennale tra BGI Dx (una controllata di BGI di Hong Kong, la più grande società di genomica del mondo) e Bioscience Genomics (spin-off tra Bioscience Institute di San Marino e l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, promosso dal Direttore del Dip. di Biologia, Prof.ssa Canini, e dal Direttore del Dip. di Medicina dei Sistemi, Prof. Lombardo).

La firma dell’accordo è avvenuta in occasione del "Fifth Italy - China Innovation Forum", presso il Politecnico di Milano. L'accordo quadro comporta il trasferimento di know-how tecnologico dalla Cina in Italia nel campo della bio-medicina e della sanità, e si distingue per il suo approccio innovativo. L'accordo quadro è stato firmato nell'ambito di un accordo più ampio per una più stretta collaborazione in materia di assistenza sanitaria tra Cina e Italia, delineato durante la visita del Premier cinese Li Keqiang. Lo scopo dell'accordo quadro è definire i termini per lo sviluppo di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, finalizzata a attività e scambi nel campo delle scienze della vita e della medicina personalizzata tra BGI Dx e Bioscience Genomics. In particolare, l'accordo intende facilitare un processo di trasferimento di tecnologia che permette a Bioscience Genomics di utilizzare piattaforme tecnologiche per il sequenziamento genetico brevettato da BGI Dx nel campo del test prenatale non-invasivo (NIPT). L'accordo prevede un progetto di investimento complessivo di EUR 5.760.000, ed un risultato economico previsionale di EUR 14,4 milioni.

Ufficio Stampa Università Tor Vergata

Sezioni: 

prossimo articolo

“Non è vero che all’INFN non c’è precariato”. I precari INFN rispondono alle dichiarazioni del presidente Zoccoli

Foto dall'alto dell'INFN

Il gruppo Precari Uniti INFN risponde alle recenti dichiarazioni del presidente dell'Istituto, che nega l'esistenza di un problema di precarietà. Secondo il gruppo, l’INFN è un’eccellenza scientifica italiana riconosciuta a livello mondiale, ma si regge sul lavoro di centinaia di precari. Negare questa evidenza, affermano, o interpretare erroneamente le norme di stabilizzazione, significa tradire lo spirito stesso della legge Madia, nata per valorizzare chi ha contribuito alla ricerca pubblica per anni senza tutele e ignorare il riconoscimento del valore e del merito delle carriere del personale precario che lavora nell’INFN.

In merito alle dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’INFN Antonio Zoccoli sui media, riteniamo necessario chiarire alcuni punti che, nella loro formulazione, risultano inesatti o fuorvianti rispetto alla realtà del lavoro precario all’interno dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.