fbpx Roma Tor Vergata: Firmato accordo Cina-Italia in biomedicina | Page 235 | Scienza in rete

Roma Tor Vergata: Firmato accordo Cina-Italia in biomedicina

Primary tabs

Read time: 2 mins

 

Comunicato stampa


 

La più grande società di genomica del mondo, per un progetto innovativo di trasferimento di know-how tecnologico dalla Cina in Italia nel campo della bio-medicina e della sanità

Il 16 Ottobre 2014 è stato firmato un accordo quadro di durata quinquennale tra BGI Dx (una controllata di BGI di Hong Kong, la più grande società di genomica del mondo) e Bioscience Genomics (spin-off tra Bioscience Institute di San Marino e l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, promosso dal Direttore del Dip. di Biologia, Prof.ssa Canini, e dal Direttore del Dip. di Medicina dei Sistemi, Prof. Lombardo).

La firma dell’accordo è avvenuta in occasione del "Fifth Italy - China Innovation Forum", presso il Politecnico di Milano. L'accordo quadro comporta il trasferimento di know-how tecnologico dalla Cina in Italia nel campo della bio-medicina e della sanità, e si distingue per il suo approccio innovativo. L'accordo quadro è stato firmato nell'ambito di un accordo più ampio per una più stretta collaborazione in materia di assistenza sanitaria tra Cina e Italia, delineato durante la visita del Premier cinese Li Keqiang. Lo scopo dell'accordo quadro è definire i termini per lo sviluppo di una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, finalizzata a attività e scambi nel campo delle scienze della vita e della medicina personalizzata tra BGI Dx e Bioscience Genomics. In particolare, l'accordo intende facilitare un processo di trasferimento di tecnologia che permette a Bioscience Genomics di utilizzare piattaforme tecnologiche per il sequenziamento genetico brevettato da BGI Dx nel campo del test prenatale non-invasivo (NIPT). L'accordo prevede un progetto di investimento complessivo di EUR 5.760.000, ed un risultato economico previsionale di EUR 14,4 milioni.

Ufficio Stampa Università Tor Vergata

Sezioni: 

prossimo articolo

Per un'Europa di pace, scienza e cultura

Negli ultimi mesi, la crisi della ricerca negli Stati Uniti ha spinto molti scienziati a cercare nuove opportunità altrove. Per l’Europa, questa può essere l’occasione storica di attrarre questi talenti e rilanciare l’innovazione sul continente. Ma per farlo servono investimenti condivisi, strategie unitarie e politiche lungimiranti, capaci di trasformare la fuga dei cervelli in un nuovo Rinascimento scientifico europeo.

Negli ultimi mesi, sulla scia delle politiche intraprese da Donald Trump contro scienza e università, molti paesi, come Canada, Cina, Regno Unito, hanno preso iniziative mirate ad attrarre i migliori scienziati in fuga dagli USA. Un sondaggio di Nature ha stimato che tre quarti degli intervistati considerano seriamente la possibilità di lasciare gli USA. Si apre quindi la possibilità di accogliere in Europa menti capaci di innovazione, con un’inversione della tendenza che nell’ultimo secolo ha fatto la forza degli USA e indebolito il vecchio continente.