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Il cosiddetto social networking sta facendo la differenza nella sollevazione iraniana contro i risultati elettorali che hanno confermato al potere Almadinejad. Nell'occhio della censura sono soprattutto Youtube e Twitter. L'importanza di questo secondo network di microblogging è stato ratificato in qualche modo da una insolita richiesta fatto al cofondatore di Twitter, Jack Dorseey, da parte del giovane funzionario del Dipartimento di Stato statunitense Jared Cohen: se era possibile ritardare la consueta manutenzione del sito, che avrebbe tagliato per alcune ore il flusso ormai ininterrotto e inarrestabile di messaggi e filmati dall'opposizione iraniana. Il regime fa di tutto per tagliare la strada a questo e altri siti di social networking, ma gli iraniani si sono ormai smaliziati e, come riferisce l'inchiesta del New York Times, riescono a bypassare le censure con siti proxy. Il giornalismo civico dei new media impazza in queste ore in Iran: la BBC riceve circa 5 video al minuto girati da dilettanti, e non mancano i siti di controinformazione come Persianwiki. Un giornalismo libero, a costo della vita.

Fonte: U.S. Steps Gingerly Into Tumult in Iran, New York Times, 17 June 2009

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Iran

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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.