Consegnato oggi a Torino a Giorgio Parisi il Premio Lagrange-Fondazione CRT. Il premio, giunto alla sua seconda edizione, consiste in 100.000 euro e nel riconoscimento di un lavoro di valore assoluto realizzato nello studio dei sistemi complessi. Parisi, infatti, ha avuto il prestigioso riconoscimento per i suoi “suoi fondamentali contributi alla creazione di una Scienza dei Sistemi Complessi, soprattutto attraverso il suo rilevante lavoro nel campo della fisica statistica”. Nella motivazione il comitato scientifico si sottolinea tra l’altro che a Giorgio Parisi si devono la soluzione del modello di campo medio per i vetri di spin, uno dei principali esempi di sistemi statistici disordinati, e le successive applicazioni di quel metodo per risolvere importanti problemi di informatica teorica. Al giornalista scientifico americano Mark Buchanan, invece, è andato il premio, da 25.000 dollari, per aver “contribuito a creare fra i lettori non specialisti una cultura della scienza della complessità”.
Giorgio Parisi è membro del Gruppo 2003.
Riconoscimento a Parisi
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Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.
Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no