fbpx Richiesta di trasparenza | Scienza in rete

Richiesta di trasparenza

Primary tabs

Read time: 2 mins

I risultati della ricerca universitaria e degli enti di ricerca pubblici e privati, destinatari di finanziamenti di tipo pubblico, vengono valutati in base alla qualità dall’ANVUR – Agenzia di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. La procedura affidata all'agenzia è La VQR (Valutazione della Qualità della Ricerc), che serve a fornire una valutazione di ciò che i Dipartimenti universitari hanno prodotto nel periodo 2004-2010, e a premiare gli atenei migliori. In merito alla fruizione dei risultati della valutazione condotta dall’Agenzia, Andrea Ichino – professore dell’Università di Bologna – e Pietro Ichino – dell’Università degli Studi di Milano, senatore del PD – hanno richiesto, con un esposto (vedi allegato) inviato lo scorso 4 maggio al Presidente della CIVIT (Commissione Indipendente per la Valutazione) e, per conoscenza, al Presidente dell’Anvur, un chiarimento circa la posizione tenuta dalla stessa sulla pubblicazione dei risultati relativi al lavoro di un singolo ricercatore o docente universitario. L’iniziativa è stata presa dopo aver letto la risposta ad una domanda sull’argomento sul sito dell’Anvur, in cui si legge che “sarà cura dell’ANVUR diffondere i risultati del VQR 2004-2010, compresi i giudizi sulle singole pubblicazioni valutate, fermo restando il rispetto dell’anonimato degli esperti. L’esito delle singole valutazioni sarà unicamente inserito nella pagina personale di ciascun autore del prodotto”.

Secondo i due docenti c'è contrasto evidente con il principio di trasparenza contenuto nell’art.4 della legge n.15/2009 ( “bisogna assicurare la totale accessibilità dei dati relativi ai servizi resi dalla pubblica amministrazione, anche tramite la rete internet ed il confronto periodico tra valutazioni ad opera delle associazioni di consumatori o utenti e dei centri di ricerca”). Nella lettera si chiede, in particolare, se anche la Commissione rileva questa incoerenza e se il Garante per la Protezione dei dati personali concorda che non ci sia violazione di nessun diritto personale di riservatezza nella pubblicazione delle valutazioni di ogni prodotto della ricerca. Se la rilevazione di quest'anomalia venisse confermata dalle due autorità, si dovrebbe autorizzare l'ANVUR a pubblicare online tutti i dati di valutazione di un singolo autore.

Il motivo di questa necessità, va in realtà oltre il 'rigore' burocratico. La pubblicità dei dati individuali sono, infatti, essenziali per gli studenti universitari nella scelta di un dipartimento a cui iscriversi, per l'individuazione di docenti nella formulazione dei piani di studio, per poter disporre in modo immediato delle valutazioni dei colleghi da parte dei membri dei dipartimenti. Il principio di trasparenza richiamato dai fratelli Ichino vuole essere un invito a far crescere la qualità della comunità scientifica tutta e migliorare il rapporto tra amministrazione pubblica e cittadini.

Autori: 
Sezioni: 
AllegatoDimensione
PDF icon Lettera ANVUR_Pubblicazione dati valutazione116.98 KB
ANVUR

prossimo articolo

Alcol: l'epidemia che non fa rumore

persona di cui non si vede il volto con bottiglia e colori cupi

Le prove sui danni dell'alcol, dal cancro agli incidenti stradali, sono ormai solidissime. Eppure la sua gestione resta arretrata: pochi usano gli strumenti di screening, ancora meno arrivano alle cure efficaci già disponibili. Una strage silenziosa che il mondo continua a permettersi.

Foto: Carl Van Vechten, Public domain, via Wikimedia Commons

Se Ennio Flaiano notava su Diario degli errori che «La battaglia contro l’alcolismo prende accenti birichini», William Faulkner aveva raccontato nel suo diario come andava la sua vita: «Due scotch al bar. Tre drink al mattino. Un daiquiri al Dirty Dick's, tre bicchieri di vino rosso a pranzo e tre di vino a cena».