Dalla Svezia all’India, per cercare di quantificare le conseguenze dell’industria farmaceutica locale sull’ambiente. Un gruppo di ricercatori di Goteborg, un paio di anni fa, aveva denunciato che nelle acque fuoriuscite dall’impianto di depurazione di Patancheru, vicino a Hyderabad,che raccoglie gli scarichi di una novantina di aziende della regione, si raggiungeva una concentrazione di antibiotici equivalente a quella ottenuta ad alti dosi terapeutiche. L’analisi del DNA isolato dagli stessi campioni di sedimenti, attraverso una innovativa tecnica di bioinformatica, ha svelato oggi la presenza di una grande quantità di geni noti per conferire resistenza ai batteri, trasposoni e plasmidi. Il rapporto di causa ed effetto non è chiarissimo: il gene più comune tra quelli trovati è rivolto contro le sulfonamidi, che non si trovano in quelle acque, mentre non c’è traccia di resistenza ai fluorochinoloni, gli antibatterici che le inquinano di più.
Resistere a un fiume di antibiotici
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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».
Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.