fbpx Realizzato con successo trapianto di neuroni nel cervello | Page 23 | Scienza in rete

Realizzato con successo trapianto di neuroni nel cervello

Primary tabs

Read time: 2 mins

Gli scienziati dell'Università del Lussemburgo hanno trapiantato, per la prima volta, neuroni riprogrammati da cellule della pelle nel cervello di topicon stabilità a lungo termine.
I risultati dello studio, pubblicato su Stem Cell Reports, aprono una nuova strada per la messa a punto di future terapie basate sulla sostituzioni di neuroni malati con quelli sani nel cervello dei pazienti, per esempio, affetti da Parkison.

Per ogni topo coinvolto nella ricerca, i ricercatori hanno utilizzato cellule della pelle dell'animale.
Le cellule sono state riprogrammate in cellule neuronali staminali indotte (INSC ) da cui sono stati coltivati ​​i nuovi neuroni. Dato che sono state prelevate direttamente dal topo destinatario, la compatibilità tra le cellule è stata notevolmente migliorata.
Sei mesi dopo il trapianto, i neuroni hanno mostrato un'attività del tutto normale. I neuroni hanno istaurato sinapsi con altre cellule nel cervello. Questo risultato è sorprendente perché sei mesi in un topo equivalgono a circa 20 anni negli esseri umani.
“I successi nella terapia umana sono ancora lontani, ma sono sicura che esisteranno terapie di sostituzione cellulare di successo in futuro. I nostri risultati ci hanno fatto fare un ulteriore passo in avanti in questa direzione”, ha spiegato il responsabile dello studio Jens Schwamborn.

In futuro, i neuroni impiantati, oltre a sostituire quelli vecchi e malati, potrebbero produrre la dopamina carente direttamente nel cervello del paziente e trasportarlo ai siti appropriati. Ciò potrebbe portare a una cura vera e propria per il Parkison.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Parkinson

prossimo articolo

Niente panico! Siamo a scuola

megafono su sfondo scuro con la scritta do not panic

Il tema della salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico, ma insieme all’attenzione cresce anche il timore di approcci inutilmente medicalizzanti. La promozione della salute, volta piuttosto a rafforzare le risorse individuali e intervenire anche sui contesti che creano disagio, potrebbe essere di maggiore aiuto. L’esperienza di Panikit, un kit di pacificazione con gli attacchi di panico appare un modello promettente.
 

Negli ultimi anni, la salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico e oggetto di numerose iniziative. Tuttavia, nonostante gli sforzi e le buone intenzioni, i risultati non sempre appaiono incoraggianti: molti studenti vivono a scuola condizioni di ansia e attacchi di panico, talvolta inabilitanti. Quando il confine tra ciò che consideriamo sofferenza, disturbo, malattia si allarga, può crescere la tendenza a medicalizzare problemi che hanno anche radici sociali, relazionali e contestuali.