fbpx Quando crebbero i mammiferi | Page 9 | Scienza in rete

Quando crebbero i mammiferi

Primary tabs

Read time: 2 mins

In uno studio, primo del suo genere, si analizza in modo quantitativo l'andamento delle dimensioni dei mammiferi a partire dall'epoca in cui la scomparsa dei dinosauri li lasciò padroni incontrastati del pianeta.

I ricercatori, coordinati da Felisa Smith (University of New Mexico), hanno pazientemente costruito un database davvero unico, con informazioni provenienti da fossili di mammiferi vissuti dopo l'estinzione dei dinosauri raccolti in ogni continente. La stima delle dimensioni di ogni gruppo di mammiferi è stata dedotta dalle dimensioni dei loro denti fossili, la parte solitamente meglio conservata.

Dai dati – lo studio è stato pubblicato su Science – emerge una crescita davvero incredibile: da un massimo di circa 10 kg quando dovevano condividere il territorio con i dinosauri i mammiferi raggiungevano un picco di ben 17 tonnellate con l'Indricotherium transouralicum, una specie di rinoceronte senza corno alto quasi cinque metri e mezzo vissuto in Eurasia 34 milioni di anni fa. Dopo la crescita iniziale quasi esponenziale, però, circa 40 milioni di anni fa le dimensioni massime si sono livellate in ogni continente e da allora sono rimaste pressoché costanti.
Secondo i ricercatori, l'incredibile somiglianza dell'andamento riscontrata in ogni continente sarebbe la prova che la carta vincente dei mammiferi sarebbe stata la loro abilità a diversificarsi, occupando nel miglior modo tutte le nicchie ecologiche disponibili. Le condizioni ambientali e climatiche, poi, avrebbero detto l'ultima parola sulle dimensioni massime raggiunte da ogni specie.

University of New Mexico

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

Eclissi: perché solo la Terra può vedere il Sole sparire

eclissi solare

Il 12 agosto un’eclissi parziale di Sole offrirà uno spettacolo eccezionale, soprattutto nel Nord Italia, dove il disco solare sarà oscurato per oltre il 90%. Dietro questo evento si nasconde una straordinaria coincidenza cosmica: Sole e Luna appaiono grandi allo stesso modo nel nostro cielo, una condizione unica nel Sistema solare. Patrizia Caraveo spiega come nascono le eclissi, perché sono così rare da un luogo preciso della Terra e perché continuano ad affascinare gli astronomi - oltre a milioni di appassionati.

In attesa dell’eclissi del 12 agosto che, poco prima del tramonto, oscurerà parzialmente il Sole con una preferenza per le regioni del nord Italia (che potranno godere di oltre il 90% di copertura del disco solare), forse è il caso di spolverare i ricordi di astronomia per apprezzare come l’eclisse ci renda unici nel sistema solare.