fbpx Quando crebbero i mammiferi | Scienza in rete

Quando crebbero i mammiferi

Primary tabs

Read time: 2 mins

In uno studio, primo del suo genere, si analizza in modo quantitativo l'andamento delle dimensioni dei mammiferi a partire dall'epoca in cui la scomparsa dei dinosauri li lasciò padroni incontrastati del pianeta.

I ricercatori, coordinati da Felisa Smith (University of New Mexico), hanno pazientemente costruito un database davvero unico, con informazioni provenienti da fossili di mammiferi vissuti dopo l'estinzione dei dinosauri raccolti in ogni continente. La stima delle dimensioni di ogni gruppo di mammiferi è stata dedotta dalle dimensioni dei loro denti fossili, la parte solitamente meglio conservata.

Dai dati – lo studio è stato pubblicato su Science – emerge una crescita davvero incredibile: da un massimo di circa 10 kg quando dovevano condividere il territorio con i dinosauri i mammiferi raggiungevano un picco di ben 17 tonnellate con l'Indricotherium transouralicum, una specie di rinoceronte senza corno alto quasi cinque metri e mezzo vissuto in Eurasia 34 milioni di anni fa. Dopo la crescita iniziale quasi esponenziale, però, circa 40 milioni di anni fa le dimensioni massime si sono livellate in ogni continente e da allora sono rimaste pressoché costanti.
Secondo i ricercatori, l'incredibile somiglianza dell'andamento riscontrata in ogni continente sarebbe la prova che la carta vincente dei mammiferi sarebbe stata la loro abilità a diversificarsi, occupando nel miglior modo tutte le nicchie ecologiche disponibili. Le condizioni ambientali e climatiche, poi, avrebbero detto l'ultima parola sulle dimensioni massime raggiunte da ogni specie.

University of New Mexico

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

L’ IA e la crisi del lavoro umano: alcuni aspetti da considerare

immagine ad acquarello di ufficio vuoto

Nell’epoca della quarta rivoluzione industriale, l’IA sta ridefinendo il rapporto tra l'individuo, il lavoro e il suo ruolo sociale aprendo nuove questioni sul presente e sul futuro della nostra esistenza.

Nel Capitale. Critica dell’economia politica (1867), Karl Marx fornisce una delle prime teorie sistematiche sulla struttura del capitalismo. La seconda fase della rivoluzione industriale fu per il filosofo tedesco terreno fertile di osservazione e analisi di quel cambiamento che avrebbe trasformato non solo nell’immediato la società dell’epoca, ma anche quelle future, perché aprì una crisi tra l’essere umano e il lavoro. Senza entrare nell’esegesi dell’opera, è importante però far riferimento a uno degli assunti cardine del Capitale, ossia il concetto di alienazione.