fbpx La proteina che protegge il cervello | Page 24 | Scienza in rete

La proteina che protegge il cervello

Primary tabs

Read time: 1 min

Chemochina CXCL16, la proteina a cui finora si attribuiva solo un ruolo funzionale nel sistema immunitario, ha la capacità di proteggere il cervello dalla morte delle celule neuronali a seguito delle conseguenze dei traumi cerebrali – come il danno eccitotossico – e di diversi disturbi neurodegenrativi, come l’ischemia, l’Alzheimer e il Morbo di Parkinson. Lo rivela uno studio condotto nel laboratorio di Neurofisiologia e Neuroimmunologia cellulare e molecolare, presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia dell'Università La Sapienza. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience, ed è stato oggetto d’attenzione da parte della  SciBX (weekly publication from BioCentury and Nature that covers translational biomedical research), oltre che sul sito dell’ Alzheimer Research Forum.

I ricercatori de La Sapienza, guidati da Flavia Trettel, hanno in particolare dimostrato come CXCL16, agisca sugli astrociti, le cellule del sistema nervoso che assicurano il corretto funzionamento dei neuroni, riducendo la morte neuronale attraverso fattori neuro protettivi. Questo meccanismo è garantito dall’azione sinergica dell’adenosina e dei recettori A3R astrocitari.

CXCL16 Orchestrates Adenosine A3 Receptor and MCP-1/CCL2 Activity to Protect Neurons from Excitotoxic Cell Death in the CNS - Journal of Neuroscience 2012 Feb 29

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Malvaldi e la statistica del ragionevole dubbio

dadi e lente di ingrandimento

Che cosa hanno in comune Edgar Allan Poe, O.J. Simpson e gli errori giudiziari? La risposta passa per la statistica, ma soprattutto per il modo in cui ragioniamo. In “Se fossi stato al vostro posto” (Raffaello Cortina Editore, 2025) Marco Malvaldi parte da un celebre caso di cronaca ottocentesca e dalla sua trasfigurazione letteraria per mostrare come, quando siamo chiamati a interpretare i fatti, numeri, probabilità, narrazione e fallacie cognitive si intreccino. Un saggio e insieme un manuale, ricco di casi (reali o inventati) ma anche di ironia, che infine diventa un appello a chi, di fronte all’incertezza delle prove, ha la responsabilità di decidere della colpevolezza o dell’innocenza di qualcuno

Questa è una recensione che esce con colpevolissimo ritardo. In effetti, appena in anticipo sul primo compleanno del libro. Per fortuna, i libri non hanno una data di scadenza (almeno nella maggior parte dei casi). Di certo non ce l’ha Se fossi stato al vostro posto (Raffaello Cortina Editore, 2025), in cui Marco Malvaldi parla di qualcosa decisamente a lunga conservazione: la statistica e la narrazione.