fbpx Pronto il vaccino universale | Page 4 | Scienza in rete

Pronto il vaccino universale

Primary tabs

Read time: 2 mins

Secondo un recente studio pubblicato su Nature, Gary Nabel del National Institute of Allergy and in Infectious Diseases (NIAID) ha messo a punto un nuovo vaccino in grado di neutralizzare diversi tipi di ceppi influenzali. Il vaccino è pronto per il commercio dato che ha superato brillantemente i trials sugli animali.

Il vaccino è stato realizzato interamente attraverso tecnologie di genomica ricombinate, rendendolo così più sicuro e di più rapida realizzazione rispetto ai vaccini tradizionali. Le case farmaceutiche crescono, di solito, gli agenti patogeni in uova di gallina, come punto di inizio, per prelevare i campioni con i quali creare il ceppo antivirale specifico. Non si tratta di un processo molto veloce e che nel migliore dei casi necessita di settimane per la messa a punto.

L’équipe di Nabel attraverso la fusione di una proteina virale immunogenica alla ferritina, ha creato delle nanoparticelle con otto spikes virali. Nei test effettuati sui furetti, il vaccino risulta più potente rispetto a quelli che attualmente si trovano in commercio. I vaccini standard perdono, infatti, rapidamente la loro efficacia, perché il genoma del virus influenzale muta frequentemente portando alla nascita di nuovi ceppi. A causa di queste mutazioni, un particolare vaccino solitamente conferisce protezione per un periodo non superiore al paio di anni. Il vaccino prodotto nei laboratori del Maryland, invece, agisce stimolando la produzione di anticorpi che si legano a parti del virus che sono comuni a diversi ceppi, garantendo così una protezione ampia e affidabile. E’ un passo importante verso la realizzazione di un vaccino universale. Questo tipo di approccio apre la strada a una nuova generazione di vaccini, non solo per l'influenza, ma anche per una vasta gamma di agenti patogeni.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Medicina

prossimo articolo

Ricostruire la musica perduta con l'analisi digitale: il caso Giovanni Battista Riccio

Uno spartito musicale immerso in acqua profonda

Un gruppo di ricerca dell’Università di Padova ha realizzato un progetto volto a ricostruire le parti perdute di alcuni brani dell’organista e compositore barocco Giovanni Battista Riccio. La ricostruzione segue tecniche basate sullo studio analitico delle partiture rimaste, e ha consentito di disseppellire dall’oblio musica perduta che nessuno poteva più eseguire. Così, grazie anche all’aiuto dell’analisi digitale della musica, è stata studiata, ricostruita e valorizzata l’opera completa del musicista, aggiungendo un tassello importante alle nostre conoscenze del primo periodo musicale barocco veneziano. Nell'immagine, un frame del video realizzato nel contesto del progetto.

Marina Toffetti è docente di Teorie musicali e di Analisi delle forme musicali e delle tecniche compositive all’Università di Padova, dove dirige da diversi anni un gruppo di ricerca che si dedica alla ricostruzione di partiture barocche: il gruppo ha fatto risorgere la musica di Giovanni Battista Riccio, compositore del primo Barocco veneziano.