fbpx Prima del Big Bang | Page 2 | Scienza in rete

Prima del Big Bang

Primary tabs

Read time: 2 mins

Ben tre team di ricerca provano subito a smontare l'ipotesi che alcune particolari caratteristiche individuate nella radiazione cosmica di fondo possano essere la traccia lasciata dalle collisioni tra buchi neri in un universo precedente.

L'idea della ciclicità dell'universo non è affatto una novità, ma questa volta si parla di prove concrete. Nel loro recente studio, infatti, Vahe Gurzadyan (Yerevan Physics Institute) e Roger Penrose (University of Oxford) hanno analizzato i dati della radiazione di fondo raccolti dal satellite WMAP (Wilkinson Microwave Anisotropy Probe) e hanno individuato la presenza di un certo numero di strutture ad anello caratterizzate da una variazione di temperatura inferiore a quella che caratterizza il cielo circostante. Secondo i due ricercatori tali caratteristiche sarebbero dovute alla propagazione in gusci sferici delle onde gravitazionali innescate dalla collisione di buchi neri supermassicci nell'universo che precedette quello attuale, generatosi a partire dal Big Bang.

La risposta a questo riaffacciarsi dell'idea di ciclicità, però, non si fa attendere e viene quasi contemporaneamente da tre studi indipendenti proposti da ricercatori dell’Università di Oslo, dell’Università della British Columbia e dell’Istituto di astrofisica teorica di Toronto. In questi studi si sottolinea come le variazioni evidenziate da Gurzadyan e Penrose siano davvero presenti nella radiazione di fondo, ma non sia necessario invocare universi ciclici e scontri di buchi neri. Le anomalie, infatti, sarebbero statisticamente compatibili con la teoria cosmologica standard dell’inflazione, secondo la quale un universo così uniforme si può spiegare ricorrendo a una espansione incredibilmente accelerata avvenuta nei primissimi istanti dopo il Big Bang.

Nature

Autori: 
Sezioni: 
Cosmologia

prossimo articolo

Dimmi quello che mangi: nuovo grande studio sulle abitudini alimentari

Una tavolata di piatti contenenti insalata e il logo YouGoody - la ricerca bella e buona in sovraimpressione

I ricercatori e le ricercatrici dell’Istituto dei Tumori di Milano chiedono la nostra collaborazione per un grande studio di coorte che vuole approfondire la relazione tra gli alimenti che consumiamo e più in generale le nostre abitudini di vita e il rischio di sviluppare una malattia. Lo studio vuole completare e aggiornare i già importanti risultati ottenuti attraverso il precedente studio Epic, che è stato alla base delle prime linee guida per un’alimentazione sana. Per partecipare basta andare sul sito di YouGoody – La ricerca bella e buona. Crediti immagine: elaborazione da Sigueme/Pixabay

Negli ultimi decenni, la ricerca scientifica ha fatto molti progressi nel chiarire i legami tra alimentazione, stile di vita e rischio di sviluppare tumori. Alcuni fattori di rischio sono ormai ben documentati: l’obesità, l’inattività fisica, l’eccesso di alcol e il fumo aumentano la probabilità di sviluppare diverse forme di cancro. Anche la dieta ha un ruolo chiave: un’alimentazione ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali è associata a una riduzione del rischio, mentre un consumo elevato di carni rosse e lavorate è stato collegato, ad esempio, al tumore del colon-retto.