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Presidenziali e legalizzazioni

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Mentre il mondo attende di conoscere il nome del prossimo Presidente degli Stati Uniti, gli elettori di alcuni Stati potranno esprimersi, martedì 6 novembre, anche su due importanti questioni legate ai diritti civili. 

In Colorado, Oregon e Washington gli elettori alle urne saranno chiamati a decidere se legalizzare nei loro Stati l’uso ricreativo della marijuana. Se la misura passasse, nei tre Stati gli adulti sopra i 21 anni sarebbero autorizzati a possedere, distribuire e utilizzare piccoli quantitativi della sostanza a scopo ricreativo. La legalizzazione della marijuana, il cui uso rimarrebbe illegale a livello federale, non mancherebbe di avere influenze sul mercato della droga nazionale e internazionale. Secondo uno studio del Mexican Competitiveness Institute, “Se i nostri vicini legalizzano”, la decisione di legalizzare la sostanza nei tre Stati potrebbe avere un impatto significativo sui guadagni del cartello della droga messicano, con una riduzione fino al 30% degli introiti per i narcotrafficanti. Secondo i sondaggi, sembra possibile che la legge passi almeno negli Stati di Colorado e Washington, mentre in Oregon le stime sembrano più negative. 

Anche nello Stato del Massachusetts gli elettori non si dovranno esprimere soltanto sulla scelta del prossimo Presidente. Oltre a votare per l’introduzione dell’uso medico (e non ricreativo) della marijuana nello Stato, i cittadini del Massachusetts dovranno decidere se adottare il Death with Dignity act. La legge autorizzerebbe i medici a prescrivere ai pazienti terminali dei farmaci per permettere loro di porre fine in modo autonomo alla propria vita. Una simile legge esiste dal 1997 in Oregon, e dal 2009 negli Stati di Washington e Montana. Il Massachusetts, uno Stato a maggioranza democratica, si colloca tra gli Stati meno religiosi degli USA, con solo il 28% dei cittadini che si dichiara fortemente religioso secondo un sondaggio Gallup del 2011. Tra i credenti, tuttavia, la maggioranza è cattolica: il 43%, contro una media nazionale del 24%, secondo i dati del 2008 del Pew Forum on Religion & Public Life. Lo Stato è anche sede di importanti centri di ricerca e scuole di medicina, e diversi accademici si sono espressi in modo favorevole verso la legge.

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