«Ho avuto la fortuna di trovarmi nel posto giusto al momento giusto» ha dichiarato Muller Fabbri, che negli Stati Uniti ha appena ricevuto insieme ad altri giovani ricercatori il Kimmel Scholar Award, un prestigioso premio assegnato alle promesse della scienza. Quando, nel 2004, esplose nel mondo scientifico l'interesse per i microRNA, ovvero i frammenti di RNA non codificanti deputati alla regolazione dell'espressione genica, Fabbri si trovava infatti nel gruppo di Carlo Croce, un altro cervello italiano in fuga, nel laboratorio di genetica medica dell'Università dell'Ohio a Columbus. Croce si buttò subito su questa innovativa linea di ricerca e Fabbri con lui. «Concentrando la nostra attenzione soprattutto sul tumore del polmone e sulle leucemie, abbiamo dimostrato che i microRNA hanno un ruolo importante nello sviluppo del cancro» commenta il giovane ricercatore. «In diversi studi abbiamo osservato come alcune di queste molecole agiscono a livello epigenetico, riducendo la metilazione del DNA, e stimolano la produzione di geni oncosoppressori.
Premiato per i microRNA
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Il futuro è per tutti? Le nostre considerazioni sul manifesto di Zuckerberg

Nel suo nuovo manifesto sull’intelligenza artificiale, Mark Zuckerberg promette un futuro di superintelligenza personale, agenti sempre presenti, tutor su misura e nuove opportunità per tutti. Ma dietro la visione ottimistica emergono interrogativi che non possono essere affidati soltanto alle Big Tech. Soprattutto, prima di costruire macchine “oltre l’umano”, non dovremmo chiederci quale progresso umano vogliamo davvero?
In copertina: elaborazione grafica da Jeff Sainlar/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Come gruppo indipendente di monitoraggio e ricerca sull’intelligenza artificiale, sentiamo il dovere di commentare il recente manifesto di Mark Zuckerberg, The Future is for Everyone: The Path to a Positive AI Future, perché tocca direttamente molte delle tematiche che hanno portato alla nostra stessa nascita.